Necibe Qeredaxi presenta Jineolojî a Napoli e ricorda Nagihan Akarsel

Il Medio Oriente in fiamme, le donne curde dimenticate

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24-01-2024
categorie: Non profit, Poesia, Slow Words, Libri,

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Necibe Qeredaxi presenta Jineolojî a Napoli e ricorda Nagihan Akarsel

Il Medio Oriente in fiamme, le donne curde dimenticate

Del Medio Oriente in fiamme non si distingue più orizzonte. E futuro.

Giace, sottostimata e dimenticata sepolta da troppe guerre, la lotta delle donne in Iran e la tragedia del popolo curdo in Turchia ed Iraq. 

E’ una tragedia in particolare delle donne, soggette a violenze e impossibilitate a perseguire la propria indipendenza. Uccise soprattutto quando organizzano la loro emancipazione e, attraverso quella, l’autodeterminazione delle loro intere comunità.

 

A tutto questo si opponeva Nagihan Akarsel una sociologa e giornalista curda, uccisa con 11 proiettili il 4 ottobre 2022 poco prima che aprisse una nuova sede di Jineolojî, la creatura che aveva contribuito a fondare, a Sulaymaniyah (nord Iraq o sud Kurdistan). 

Una storia straordinaria: è una biblioteca e centro di documentazione delle donne già operativo in altre regioni del Kurdistan, come a Rojava che fu sede della rivoluzione ‘curda’ del 2012 (anche se la rivoluzione del popolo iniziò veramente 45 anni fa). E all’estero nella diaspora curda.

 

Il sistema di Jineolojî è nato per combattere la mancanza di ruolo attivo nelle donne in una società patriarcale che applica sistematicamente la segregazione; il distretto di Erbil dove sono avvenuti i fatti di sangue del 2022 è particolarmente intriso di questa cultura essendo il partito curdo al potere di tipo capitalista e sessista come quello di Erdogan. 

Attraverso l’empowerment femminile, Nagihan ha inteso riunire le generazioni attorno ad un’operazione di memoria, di recupero di identità e di avanzamento culturale per unire tutti gli strati della popolazione nella lotta per la libertà ed emancipazione. La prima cosa che la Turchia, l’Iraq e altri paesi hanno strappato ai curdi è l’uso del loro linguaggio, dei loro costumi. La lettera q, ad esempio, ed il lettering di tanti nomi delle loro città, sin dalle prime classi di scuola spesso a suon di percosse.

 

Jineolojî ha educato finora 14.000 donne curde di ogni età che in paesi musulmani, poveri e carenti per ogni parte della popolazione di servizi essenziali, si sono potute dedicare alla formazione e a coltivare un futuro, anche artistico, oltre che preservare la memoria del passato. 

Gli spazi delle biblioteche sono aperti e curati, inclusivi: le giovani madri possono frequentarle con i loro figli. 

Vi sono momenti formativi ideati e dedicati agli uomini, a tutti i cittadini disillusi dalla politica e dai partiti tradizionali. Il recupero della conoscenza, della cultura, del linguaggio ha significato in questi anni (il progetto della giornalista continua anche dopo la sua morte) recuperare generazioni di madri-figlie-nipoti e donare loro un posto al mondo.
‘Quando si esaminano le esperienze delle donne in diverse parti del mondo, le biblioteche, gli archivi, i centri di ricerca e di memoria delle donne vengono alla ribalta come meccanismo di autodifesa contro l'ignoranza. Il fatto che anche le donne del Kurdistan conducano studi per ricercare, documentare, archiviare e trasferire la propria storia sulla base della loro diversità etnica e linguistica e raccontino la propria storia nella loro lingua darà un contributo importante alla lotta delle donne per la libertà e l'uguaglianza basata sulla libertà democratica, ecologica e delle donne…’ spiega il comitato del movimento scientifico e rete di biblioteche.

 

Un luogo importante per l’autodeterminazione e la conoscenza in Europa ha ospitato ieri Necibe Qeredaxi del Jineoloji Center di Bruxelles che ha presentato la storia di questo movimento femminista e biblioteca/archivio di comunità. 


L’ex OPG di Napoli, che a marzo compie 10 anni, è un ex ospedale psichiatrico di oltre 20.000 metri quadrati situato nel centro cittadino, abbandonato e a pezzi. 

I cittadini lo hanno recuperato ed è sede di numerosi laboratori culturali, di un ambulatorio medico gratuito per chi non può recarsi in ospedale, di una scuola per italiani e stranieri: oltre alla scuola di comunità, ha un nutrito programma culturale e musicale senza dimenticare lo sport con la sua bella parete di free-climbing. Arrampicato su una scalinata monumentale nel quartiere Avvocata, a pochi passi da una straordinaria fondazione d’arte (Fondazione Morra), da un’altra esperienza di comunità culturale resistente (il Giardino Liberato di Materdei che i cittadini hanno creato in un convento abbandonato che prese anche fuoco) e dallo Scugnizzo Liberato (un ex carcere minorile del pari recuperato dai cittadini ed ora sede di laboratori artigianali, un teatro e una comunità di aiuto ai senzatetto), l’ex OPG-Je So Pazzo ha dato vita anche a un partito politico, Potere al Popolo, che si è presentato purtroppo con poca fortuna in Parlamento.

 

La affollata presentazione in lingua inglese è caduta, purtroppo, a poche ore dall’assassinio mirato di un’altra attivista curda (giornaliste e attiviste sono i target principali del MIT il servizio segreto turco). A morire in pieno giorno a Kirkuk, Firyal Silêman Xalid, del pari attivista per i diritti curdi e delle donne da oltre 30 anni, come Nagihan.

 

Necibe Qeredaxi ha ricordato a Napoli, con voce sommessa, uno dei più importanti insegnamenti di Nagihan Akarsel, per il quale ha pagato con la vita: ’Nella società curda, lo stato fa di tutto per de/identificarti. Preservare la memoria e connettere i giovani con la vera cultura è veramente rivoluzionario anche più dei libri e dell'istruzione. E' una lotta reale contro la mentalità dello stato liberticida e quella patriarcale. Il ‘divorzio totale’ da questo stato di fatto richiede memoria: ogni singola memoria del passato ti fa rinascere ancora, ti concede una possibilità in più. Tutti, non importa a che classe sociale si appartiene, hanno bisogno di riacquistare libertà e molti non sanno neanche di non essere liberi, i nostri memory centre servono a questo, a comprendere cosa abbiamo perso e come recuperalo.’

 

La nuova energia delle donne attivate e messe in condizione di emanciparsi nel Kurdistan ha generato ancora più potenza, auto-determinazione e coscienza. Alle ultime elezioni in Iraq solo il 28% ha votato testimoniando, nonostante i tempi tragici, un grande collasso dell’establishment. Manca ancora l’avanguardia, gli studi sociologici di Nagihan (che andrebbero tradotti dal curdo e dal turco) potrebbero indicare la strada di come aiutare le nuove generazioni che si stanno liberando dal giogo.

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