Giornate Nazionali dei Castelli 2020: le date ed il programma da nord a sud del paese

Tema 2020: coniugare paesaggio e storia

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Giornate Nazionali dei Castelli 2020: le date ed il programma da nord a sud del paese

Tema 2020: coniugare paesaggio e storia

 19 regioni coinvolte con altrettanti siti principali e numerose attività collaterali: non solo castelli o fortezze ma intere città come la marchigiana Fossombrone - tra gli Appennini e l’Adriatico - o la sarda Laconi animati da visite guidate gratuite, presentazioni di libri, concerti, mostre, tavole rotonde e tanto altro. 

Le Giornate Nazionali dei Castelli sono giunte alla 22ma edizione e fissate per sabato 9 e domenica 10 maggio 2020, a cura dell’Istituto Italiano dei Castelli (IIC), Onlus a carattere scientifico fondata nel 1964 a Milano da Piero Gazzola le cui sedi regionali sono presenti in tutte le regioni italiane.

 

Dal lontano 1998, maggio è diventato sinonimo di turismo consapevole in tutta la penisola. Famiglie, visitatori stranieri, scuole e università possono dedicarsi a una intensa 'due giorni’ di scoperte di castelli, rocche, torri ed altre architetture fortificate, interi borghi e bastioni: quest’appuntamento per appassionati di storia, restauro ed architettura, turismo culturale è così consolidato da essere spesso sold out in molte delle sedi interessate.

 

Ogni anno i siti prescelti dai membri dell’IIC in accordo con autorità locali ed altri organi decisori, sono diversi dai precedenti, consentendo ai visitatori ricorrenti di arricchire continuamente le loro conoscenze e di trascorrere un week end primaverile anche in luoghi meno conosciuti d’Italia (o nella propria città) per visitare architetture spesso non aperte al pubblico dove scoprire un sito e la sua storia raccontati da esperti e studiosi, sfogliare un nuovo libro appena presentato, partecipare a una conferenza, una mostra od un concerto, oppure conoscere lo stato dell’arte della valorizzazione e delle sinergie pubblico-privato.

 

Pietre miliari della nostra civiltà, questi luoghi e queste architetture raccontano la storia di un paese, delle sue trasformazioni socio-politiche, della ricchezza e della diversità dei suoi territori insieme alle storie di persone, famiglie e dinastie portate a noi grazie alla strenua attività di volontari - studenti, giovani laureati, docenti, autori, saggisti ed esperti, architetti e restauratori - che conducono personalmente le visite nei siti individuati con competenza e passione. 

 

L’Istituto Italiano dei Castelli (IIC) si è impegnato da 56 anni a salvaguardare e si incarica della responsabilità - e soprattutto del piacere - della valorizzazione dell’immenso patrimonio di castelli, fortezze ed architetture cinte. Per una grande celebrazione della ricchezza inestimabile del paesaggio italiano

 

Con oltre 20.000 siti censiti, fotografati e studiati e con un’organizzazione capillare, IIC cura tutto l’anno attività culturali e scientifiche che includono anche la pubblicazioni di due collane editoriali ed una rivista specializzata, incontri periodici e convegni, viaggi di scoperta, un premio alla Tesi di Laurea più meritevoli su architetture fortificate e Il Castello si racconta, concorso fotografico dedicato agli allievi delle scuole secondarie. Non in ultimo, ogni anno, veri e propri corsi di ‘castellologia’: c’è, infatti, un bisogno costante di diffondere la conoscenza di queste testimonianze del nostro passato, che costituiscono uno dei fondamenti della nostra identità storica e culturale. Ciò può avvenire sia evidenziandone l’importanza nell’opinione pubblica che stimolando le nuove generazioni ad una migliore comprensione di un patrimonio così straordinario, affascinante e suggestivo, la cui consistenza è seconda soltanto a quella dell’architettura religiosa.

E’ vero, oggi c’è un forte fermento ed interesse da parte delle istituzioni e del mondo civile intorno ai castelli ed ai borghi fortificati, ma appare doveroso ricordare che l’Istituto Italiano dei Castelli ha iniziato ad occuparsi di essi dal lontano 1964, riconoscendo l’importanza della loro salvaguardia e valorizzazione e le loro straordinarie potenzialità nella vita del nostro paese quando pochissimi, se non nessuno, aveva rivolto il minimo sguardo su di essi.

 

Forte della sua storia e del costante impegno, l’Istituto Italiano Castelli ha ottenuto anche per quest’edizione delle Giornate Nazionali dei Castelli il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT).

 

Informazioni al pubblico

Giornate Nazionali dei Castelli 2020

22ma edizione - Sabato 9, Domenica 10 maggio 2020 

Età Associazione: 56 anni

Soci: 1400, Siti censiti: circa 20.000

Sito web: http://www.istitutoitalianocastelli.it/

Facebook: https://www.facebook.com/Istituto-Italiano-dei-Castelli-419457754930754/?fref=ts 

Hashtag: #giornatenazionalideicastelli2020

 
 

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Fabio Pignatelli della Leonessa, architetto, Presidente dell’Istituto Italiano Castelli: ‘Ogni anno cerchiamo di mostrare luoghi mai visti, o di farli riscoprire con occhi nuovi. Inauguriamo architetture ristrutturate o cerchiamo di ripopolare siti legati all’attualità stringente del nostro paese. 

Nei due anni precedenti abbiamo ricevuto migliaia di visitatori locali e nazionali felici di riscoprire alcuni territori feriti dai recenti sismi ma altrettanto pieni di potenzialità (Abruzzo, Marche) e in tante regioni italiane i nostri volontari hanno ideato percorsi multipli di visita scegliendo un sito principale e alcuni siti collaterali dove offrire visite guidate gratuite e tante altre attività.

 

Quest’anno celebriamo siti che coniugano eccezionale pregio storico ed ambientale e per la prima volta i nostri volontari hanno disegnato un percorso di visita esteso a tutta la regione per aumentare la permanenza degli appassionati attorno ai luoghi da noi proposti o continuare con visite di altre architetture fortificate vicine a quelle prescelte per le Giornate Nazionali dei Castelli 2020.

 

I soci IIC della Basilicata aprono le porte del Castello di Moliterno, quelli della Calabria del Castello di Castrovillari. In Emilia Romagna è la volta del Castello di Montechiarugolo di proprietà privata, in Friuli del Castello di Gemona.
 

La Liguria invita alla scoperta del Castello di Balestrino (SV) di proprietà privata appartenente alla famiglia del Carretto e le Scuderie del Marchesato oltre che uno dei borghi del Ponente ligure. 
 

La Lombardia anima il Castello di Pavia (mentre sabato 23 maggio sarà possibile visitare anche la Torre di Castionetto di Chiuro).
 

La Campania celebra il sistema di fortificazioni irpine aprendo il sito di Monteverde inserito nel suggestivo paesaggio naturale caratterizzato dalle valli dell’Ofanto e dell’Osento; nella regione numerosi saranno gli eventi collaterali - tra visite e tavole rotonde - che si svolgeranno nelle Giornate coinvolgendo i principali castelli di Napoli, di Agropoli, Teano, Teggiano, Castelpagano dove oltre alla visita verrà ospitata una conversazione sul sistema dei castelli sanniti.

 

Il Lazio invita alla scoperta del Tempio Palazzo e Museo Archeologico della Fortuna Primigenia a Palestrina (Roma) per metà di proprietà del Ministero della Cultura italiana e per metà ancora residenza privata, che sarà aperta per l’occasione. 

 

Le Marche celebrano una culla di storia, arte, cultura e natura: Fossombrone, un’antica cittadina di origini romane.

 

Il Molise celebra il Castello Baronale di Rotello e la sua storia che data dal 1061 ai giorni nostri. E’ finalmente riaperto e nuovamente accessibile dopo lunghi lavori di restauro resisi necessari a riparare i danni del terremoto del 2002 e condotti con estrema cura e dedizione dalla proprietaria Anna Maria d’Alessandro, imprenditrice agroalimentare. 

I soci IIC di questa regione mettono a sistema l’itinerario turistico-culturale più vasto per incoraggiare i visitatori e gli appassionati che vengono da fuori regione a restare l’intero week end e scoprire tutte le architetture fortificate aperte con visite guidate gratuite organizzate per le Giornate Nazionali dei Castelli (Macchiagodena, Castropignano, Museo dei Castelli nel Castello di Pescolanciano, Venafro, Gambatesa, Castropignano e Macchiagodena) e altri luoghi di cultura e di storia.

 

Il Piemonte apre le porte del Castello di Ceva, la Puglia quelle del Castello e Torrione di Bitonto oltre che del Palazzo quattrocentesco Vulpano - Sylos.

 

La Sardegna invita a scoprire uno dei borghi più belli d’Italia, Laconi, situato nel cuore della regione a ridosso della Barbagia con il Parco Aymerich dove alle rare essenze arboree ed un eccezionale percorso guidato storico-paesaggistico si affiancherà la scoperta del castello omonimo che risale al IX secolo oltre che una vasta rete di altri appuntamenti per dedicare all’isola un intero week-end. 

 

La Sicilia abbina una bellissima passeggiata al Castello del Forte SS. Salvatore, (lungo la cortina muraria esterna in riva al mare all'ingresso del porto di Messina) ed alla lanterna del Montorsoli, uno dei più antichi fari d'Italia. Entrambi i siti sono di proprietà del Demanio Militare, all'interno del Comando Logistico della Marina Militare a Messina, che lo mantiene con grande cura e non sono di norma accessibili al pubblico. Il 9 Agosto 2019 è stata inaugurata l'illuminazione permanente della cortina muraria esterna del Forte da un progetto nato dall'IIC, Sezione Sicilia-Delegazione Messina, in collaborazione con la Marina Militare. 

 

La Toscana si dedica ad un approfondimento delle fortificazioni michelangiolesche di San Miniato e organizza una serie di visite guidate alle torri medievali fiorentine. 

 

La sezione Trentino Alto Adige dell’IIC sceglie di far conoscere Castel Trostburg, sede di una visita guidata gratuita e di un convegno: il maniero conserva al suo interno una mostra di tutta la storia dell’’incastellamento’ trentino-altoatesino. Anche in questa regione i soci dell’IIC hanno predisposto ulteriori itinerari di cultura castellana.

 

La sezione Veneto che nelle scorse edizioni ha celebrato restauri aprendo i cancelli di luoghi spesso chiusi da decenni registrando lusinghieri numeri di visite per ogni sito interessato, quest’anno invita alla scoperta (o alla riscoperta) del Forte di San Felice (Chioggia) immerso nel paesaggio straordinario della laguna veneziana. Quest’architettura fortificata è oggetto di un complesso e innovativo intervento di restauro che impiega le misure di compensazione, conservazione e riqualificazione ambientale del sistema MOSE.

 

La sezione Umbria ripropone la visita a Montecolognola, delizioso borgo medioevale con castello che si affaccia in posizione strategica sul lago Trasimeno: conserva quasi intatto il suo primitivo aspetto, mura e porte d’ingresso risalgono ai primi del Trecento.

Montecolognola era stata scelta in occasione delle Giornate Nazionali 2019 dai volontari dell’IIC locali con l’obiettivo di dare l’avvio al restauro di alcuni affreschi di pregevole valenza pittorica che si trovano nella chiesa parrocchiale di S. Maria Annunciata. I lavori sono iniziati ma, non essendo sufficienti i fondi destinati al completamento dell’intervento conservativo, il Consiglio Direttivo della Sezione Umbria si è espresso all’unanimità per riproporre Montecolognola con la finalità di sensibilizzare ulteriormente l’opinione pubblica sia alla conoscenza del sito sia all’urgenza di portare a compimento il restauro.

 

Il destino dei castelli è spesso differente da quello dei palazzi nobiliari che sono sempre situati nel centro città e per la maggior parte sono sopravvissuti agli eventi restando intatti. Le fortificazioni, proprio per via della loro storica funzione difensiva e offensiva, sono ai margini: in montagna o in collina. Per questo nel tempo la maggior parte sono state abbandonate, distrutte da guerre, o addirittura da spregiudicati progetti architettonici. Molto raramente sono abitate perché vivere in una fortificazione, oltre che scomodo, è troppo costoso. Nei casi più fortunati sono state riconvertite a strutture ricettive, o sono state restaurate per essere restituite al pubblico, ma molte continuano a essere chiuse: le Giornate dei Castelli perciò sono il momento per scoprirle e apprezzarle, magari approfittandone per costruire degli itinerari diversi dal solito in angoli sconosciuti e meravigliosi del nostro paese ai quali altrimenti non avremmo pensato.

Con migliaia di soci e con una sede in ogni regione italiana, ci prendiamo cura di un patrimonio spesso non valorizzato e siamo un unicum nel panorama associativo italiano per longevità e per qualità degli interessi rappresentati. 

 

Non lo facciamo solo e soltanto con l’appuntamento forse più impegnativo dell’anno da organizzare - le Giornate sono frutto di un incredibile lavoro di squadra di volontari ed appassionati, studiosi e docenti - ma attraverso l’attenta relazione con enti locali, Ministeri e altri portatori di interessi per aiutare anche nella comprensione dei ‘bisogni’ di queste particolari architetture di cui il nostro paese è il più ricco al mondo. E quello che è meno sensibile alla valorizzazione.

 

Ci stiamo impegnando, insieme ad altre associazioni che si occupano del patrimonio per cercare di alleggerire il peso fiscale su queste architetture e soprattutto di studiare come poter accatastare questi beni che hanno spazi così particolari per la loro funzione, ormai persa, e quindi difficilmente classificabili.   

Cerchiamo la collaborazione con le altre associazioni del settore, pur ognuna con la sua precisa identità, su progetti di interesse comune.’


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Quattro volontarie dell’Istituto Italiano Castelli ci indirizzano alla scoperta delle loro regioni in occasione delle Giornate Nazionali dei Castelli 

Itinerari all’insegna della storia, del patrimonio castellano, della cultura e del paesaggio lunghi un week end

 

Negli anni le Giornate Nazionali dei Castelli, l’evento dedicato alla storia e al futuro delle fortificazioni e alla salvaguardia dei nostri monumenti ‘castellani’, si è trasformato da visita di poche ore in solitaria o con amici ad un momento ideale per una gita fuori-porta (o alla riscoperta di luoghi nascosti nelle proprie città) e anche in un’altra regione italiana meno conosciuta abbinando magari gli itinerari di visite guidate, concerti e mostre organizzate dall’Istituto Italiano Castelli a un percorso più esteso lungo un week-end.

 

Quattro socie volontarie che animano tutto l’anno le attività delle sedi regionali dell’Istituto Italiano Castelli - dalle pubblicazioni, alle visite ai viaggi di ricerca e alle collaborazioni con enti ed associazioni - suggeriscono altri itinerari di visita per valorizzare al meglio il potenziale delle loro regioni. E per invitare i visitatori ed appassionati ad associarsi all’Istituto Italiano Castelli per contribuire a scrivere insieme gli anni 2021 e seguenti di quest’avventura.

 

 

Onorina Perrella (1940), docente di lettere in pensione appassionata di storia, è presidente della Sezione Molise dal 2000, anno della sua istituzione. In questo ventennio ha seguito con crescente passione il ‘patrimonio’ castellano della sua regione e racconta: ‘Sono stati anni intensissimi di lavoro che, grazie alla collaborazione di un gruppo di studiosi e ricercatori volontari, ha portato i  soci e un pubblico sempre più ampio e interessato a scoprire  e  approfondire la ricchezza di architetture fortificate presenti nella nostra terra.

      ‘Quest’anno, qui in Molise, celebreremo l’apertura al pubblico del Castello Baronale di Rotello, l’antica Contea normanna di Loritello, dopo un lungo e complesso lavoro di restauro che ha salvato un sito gravemente danneggiato dal sisma del 2002. La possibilità di celebrare tale evento si deve soprattutto alla tenacia e alla caparbietà dell’imprenditrice Anna Maria d’Alessandro che ha seguito i lavori di restauro e ripristino della residenza di sua proprietà con l’amore immenso di chi l’ha sempre vissuta come la sua vera casa, dopo anni in cui, con la famiglia, è dovuta risiedere altrove. 

     Diversi eventi collaterali completeranno le Giornate Nazionali dei Castelli nel Molise e daranno la possibilità di conoscere e apprezzare un patrimonio castellano di tutto rispetto a quanti vorranno trascorrere un fine settimana diverso.

     In collaborazione con l’Amministrazione comunale di Vastogirardi, in provincia di Isernia, sabato 9 maggio offriremo un seminario sulla famiglia feudale dei de Petra che ne divennero titolari alla fine del XVI secolo e una visita guidata del bellissimo borgo fortificato di Vastogirardi, uno dei pochi insediamenti medievali molisani ancora completamente protetto dalla cinta muraria che segue l’andamento apicale della collina su cui sorge. 

     Con il Patrocinio del MIUR e la collaborazione del Polo Museale del Molise, sono previste visite guidate gratuite nei castelli di Venafro e Gambatesa, che consiglio di visitare per la loro particolarità artistica e architettonica; inoltre, nell’antico Castello d’Alessandro di Pescolanciano, a pochi chilometri da Collemeluccio, riserva MAB dell’Unesco, e dal teatro e tempio italico di Pietrabbondante, sono previste visite guidate degli ambienti restaurati e del ‘Museo dei Castelli nel Castello’ inaugurato lo scorso anno proprio in occasione delle Giornate Nazionali dei Castelli. 

    Sempre rimanendo in provincia di Isernia, a Macchiagodena, piccolo centro molisano ideatore del Borgo della lettura, originale progetto seguito da 11 regioni italiane, sarà visitabile l’antico castello nato in un contesto paesaggistico di grande bellezza naturale.’

 

 

Valentina Pintus (1982), dottore di ricerca in Restauro, segretaria della sezione IIC Sardegna: ’Il paese di Laconi e il territorio circostante offrono numerose opportunità culturali che certamente ci sentiamo di promuovere in occasione delle Giornate Nazionali dei Castelli 2020. 

Inserito tra i Borghi d’Italia, Laconi è una vera e propria oasi di storia e di incanto paesaggistico ma è soprattutto un vero e proprio museo a cielo aperto nel cuore della Sardegna, verso le Barbagie. 

Il programma proposto dalla nostra Sezione è ricco e articolato e prevede il coinvolgimento delle realtà locali, oltre che del Convitto Nazionale di Cagliari, Vittorio Emanuele, che cureranno le visite al Castello, l’Ente Foreste che accompagnerà i visitatori alla scoperta delle particolarità naturalistiche del parco e del paesaggi circostante, e dell’associazione Don Bosco, che curerà la visita guidata al vicinissimo Giardino storico degli Aymerich. 

Il patrocinio del Comune di Laconi inoltre ci garantisce pieno supporto alle iniziative concordate, tra le quali si segnala, ad esempio, la possibilità di una visita al Menhir Museum, civico museo archeologico della statuaria preistorica, allestito nell’antico palazzo Aymerich. 

Le prime tracce umane qui conservate risalgono al 6000 a.C. Tra fine Neolitico e inizio dell’età dei metalli (3700-2400 a.C.) si sviluppò un fenomeno scultoreo unico: i menhir. Il civico museo archeologico ospita 40 monoliti scolpiti, datati tra IV e III millennio a.C., alcuni giganteschi. Otto monoliti sono stati ritrovati a Perda Iddocca, sei statue-menhir a Pranu Maore. Il percorso museale è completato da ceramiche, oggetti in ossidiana e metallo, rinvenuti in altri siti del Sarcidano, tra cui la tomba megalitica di Masone Perdu e il dolmen di Corte Noa.

La fama del paese, inoltre, è legata alla figura di San’Ignazio, oggetto di profonda devozione nel contesto isolano: è possibile visitare la sua casa natale e la chiesa dedicata a lui e a sant’Ambrogio. Altri preziosi consigli di visita per i viaggiatori che desiderano fermarsi più giorni sono suggeriti anche da Sardegna Turismo’.

 

 

Giorgia Gentilini (1968), architetto specializzato in restauro e docente, presidente IIC Trentino Alto Adige: ‘E’ sempre difficile raccontare dove organizzare un weekend nella mia regione, troppe scelte! In occasione di una delle passate edizioni delle Giornate Nazionali ad esempio ci siamo inventati anche una serie di percorsi cicloturistici dato che il Trentino è una delle regioni italiane più attrezzate per viaggi o percorsi in bicicletta.

In zona o lungo il percorso per arrivare a Castel Trostburg (il sito prescelto per le attivita’ 2020, di proprietà del Südtiroler Burgeninstitut) suggerirei di visitare anche anche Castel Taufers. E castel Moss-Schulthaus se si viene da Verona (si trova ad Appiano nella direzione giusta per raggiungere Castel Trostburg).

Per chi vuole estendere il raggio di visita, consiglio Velturno ed il suo castello, Rodengo, infine Castel Prösels a Piè allo Sciliar/Presule e Castel Brunico a sud della Val Pusteria.’

 

 

Chiara Orsi Bin (1946), docente di Lettere in pensione, appassionata di storia ed arte, segretaria dell’IIC Umbria: ‘Difficile per me scegliere solo un itinerario di visita, essendo l’Umbria ricca di risorse architettoniche, storiche e paesaggistiche straordinarie. 

A meno di due chilometri da Montecolognola, consiglio di visitare Magione ed Castello dei Cavalieri di Malta risalente alla fine del XII sec. sede della congiura contro il Valentino (1502).
A 6 chilometri, a San Feliciano, si trova l’imbarco per visitare Isola Polvese di particolare interesse naturalistico (parco didattico-scientifico) con resti di una rocca medioevale e di un monastero olivetano. 

A Passignano, situato a circa 9,4 chilometri, consiglio di visitare la rocca medioevale ed imbarcarsi per Isola Maggiore, suggestiva area lacustre citata nei documenti dal sec. IX, con interessanti monumenti civili e religiosi dei sec. XIII, XIV, XV ed il museo storico dei merletti; nel 1211 S. Francesco vi trascorse la Quaresima. 

Per chi desidera visitare Perugia, il capoluogo di regione dista soltanto 23 chilometri da Montecolognola e Castiglione del Lago - ridente cittadina rivierasca con la medioevale Rocca del Leone, il cinquecentesco palazzo ducale dei Della Corgna e la seicentesca chiesa di S. Domenico - soltanto 28!

Last but not least, Solomeo, il borgo storico ristrutturato da Brunello Cucinelli, dista soltanto 18 chilometri’.

 

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Diana Marrone

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