Miralles Tagliabue e la stazione Centro Direzionale: 23 anni per un progetto non ancora compiuto

Benedetta Tagliabue visita con la stampa la sua stazione a quasi un anno dalla messa in esercizio

sezione: clients

18-03-2026
categorie: Design, Architettura, Corporate,

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Miralles Tagliabue e la stazione Centro Direzionale: 23 anni per un progetto non ancora compiuto

Benedetta Tagliabue visita con la stampa la sua stazione a quasi un anno dalla messa in esercizio

Lo studio di architettura catalano Miralles Tagliabue EMBT Architects, diretto da Benedetta Tagliabue, presenta la stazione della metropolitana di Napoli Centro Direzionale da poco completata, con un tour negli spazi esterni ed interni a poco meno di un anno dalla sua entrata in esercizio. Al tour hanno preso parte docenti, architetti e progettisti insieme con l’Assessore alle Infrastrutture, Mobilità e Protezione Civile del Comune di Napoli, ing. Edoardo Cosenza, Rita Mastrullo (presidente ANM), Paolo Carbone (presidente MN Spa) ed il presidente dell’Ordine degli Architetti di Napoli Lorenzo Capobianco.

Il progetto di mobilità, parte della iniziativa del Comune di Napoli ispirata al motto della Tripla A: Arte, Architettura e Archeologia, ambisce a offrire una identità più organica ed umana ad un ambiente costruito ispirato alla rigidità funzionale propria del secolo scorso.

L’iconica stazione è stata di recente oggetto di plauso internazionale con l’attribuzione di importanti premi quali il BIG SEE Architecture Award 2026 (categoria infrastrutture), il primo premio al The Plan Awards 2025, oltre all’ ARPAFIL Award (Messico), dove la stazione è stata riconosciuta come uno dei lavori più eccezionali tra quelli realizzati di recente nel mondo. La metro Centro Direzionale è stata anche finalista ai premi EU Mies van der Rohe e FAD 2025

 

Re-naturalizzare uno spazio pubblico, riutilizzare una struttura esistente

La stazione è situata in un complesso di uffici concepito dall’architetto giapponese Kenzo Tange negli anni ’70 come un business district tecnologicamente avanzato per l’epoca, organizzato in più livelli di traffico e separato dal tessuto storico urbano della città. Negli anni, questa configurazione ha contribuito a isolare il Centro Direzionale, ha reso ai cittadini difficile appropriarsene per usi altri di fatto trasformando in un grande spazio insicuro.

 

Il progetto di EMBT rompe l’artificialità del luogo e introduce una ‘topografia complessa’ che connette il sottosuolo vulcanico della città con la superficie sopraelevata della piazza, reintroducendo una presenza verde nell’ambiente costruito. La stazione emerge dal livello interrato come una struttura di legno a volte, che trasforma il Centro Direzionale in una piazza organica e fluente, ricreando la sensazione di attraversamento di un bosco nel mezzo di un’area di uffici.

 

Legno: un protagonista tecnico e sensoriale 

Con una superficie di 10,000 m² e un budget di 46 MLN Euro, la stazione si distingue per l’uso del legno lamellare incollato come materiale principale.

La scelta risponde a tre bisogni:

  • Contrasto estetico: il legno dona un’accoglienza naturale che contrasta l’algido del vetro e dell’acciaio circostanti.
  • Integrazione strutturale: essendo un materiale leggero, si integra perfettamente con le preesistenti strutture in cemento. Le nuove colonne in legno sono inserite direttamente nelle basi in calcestruzzo e acciaio già presenti in sito.
  • Sostenibilità elevata: riutilizza le strutture della vecchia stazione, introduce un materiale naturale come il legno e incorpora aree verdi e vegetazione.

Il tetto è composto da una serie di volte ondulate che riflettono la sezione delle rotaie situata al piano inferiore. L’uso delle volte non è solo una citazione allo stile classico delle stazioni ferroviarie: consente al materiale di essere curvato creando forme fluide e dinamiche.

 

Arte e archeologia: connessione con il passato 

Seguendo la filosofia della linea di metropolitana, la stazione non è solo un progetto di architettura ma anche uno spazio d’arte connesso all’eredità archeologica della città.

  • Arte and archeologia nell’area piattaforme: Sebbene la stazione non sia direttamente situata su resti archeologici, il progetto introduce sottili referenze al passato con una dimensione quasi narrativa: il cromatismo interiore evoca gli affreschi di Pompei ed emergono differenti figure che citano ironicamente l’archeologia partenopea tra i colori.

Il progetto prevedeva un’azione artistica di Jorge Rodríguez-Gerada, ispirata a Pompei, che non è stata ancora realizzata.

  

Dati tecnici

  • Architetto: Benedetta Tagliabue – Miralles Tagliabue EMBT Architects.
  • Direttore di Progetto: Joan Callís.
  • Coordinatore di Progetto: Valentina Nicol Noris.
  • Studio di Architettura Napoli: SGP ST.UDIO (Paolo Girardello, Marella Santangelo, Osvaldo Basso).
  • Ingegneria Strutturale: MC2, Julio Martínez Calzón.
  • Struttura in legno: Rubner Holzbau sud s.r.l..
  • Cliente: Metropolitana di Napoli.
  • Superficie: 10,000 m².
  • Materiale principale: Legno lamellare incollato (Glulam).

 

Miralles Tagliabue – EMBT 

 

Miralles Tagliabue – EMBT EMBT è uno studio di architettura fondato nel 1994 a Barcellona da Enric Miralles e Benedetta Tagliabue. Riconosciuto a livello internazionale, lo studio si distingue per il suo approccio innovativo, sensibile al contesto e con una forte dimensione poetica e sociale.

Tra i suoi progetti più emblematici figurano il Parlamento scozzese, il Padiglione spagnolo all'Expo di Shanghai 2010 e la riqualificazione del Mercato di Santa Caterina a Barcellona. Dopo la scomparsa di Enric Miralles nel 2000, Benedetta Tagliabue ne ha assunto la direzione, consolidando una linea di lavoro che coniuga sostenibilità, identità ed esplorazione formale.

Con lavori in Europa, Asia e America Latina, EMBT affronta ogni progetto come un'opportunità per connettere architettura, paesaggio e società, mantenendo sempre un impegno per la progettazione responsabile e l’innovazione.