Finché Fioriscono gli Olivi: danza, musica, performance, poesia. Raccolta fondi per i Palestinesi

Dieci cittadini abbracciano le loro arti e le portano in scena a Napoli per tutti i popoli martiri

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Finché Fioriscono gli Olivi: danza, musica, performance, poesia. Raccolta fondi per i Palestinesi

Dieci cittadini abbracciano le loro arti e le portano in scena a Napoli per tutti i popoli martiri

Dieci cittadini, che nella vita hanno calcato diverse latitudini ed arti, sono accomunati da quella - più importante di ciascuna - di prendersi cura e di mettersi al servizio dell'umanità. 

Nella veste di artisti e performer, Fran Allen Zimmerman, Giovanni Conelli, Divertenseria, Mario Eleno, Diana Marrone, Manuela Mosè, Vik Palmieri, Paolo Petraroli, Martina Ricciardi, invitano Napoli e chi la attraverserà domenica 1 marzo ore 18.30 (puntuali) alla originale performance polifonica in due atti Finché Fioriscono gli Olivi, dove danza, poesia, musica e performance dal vivo hanno il dichiarato intento di tenere viva l'attenzione sulla Palestina e sul genocidio che, nonostante Gaza sia stata rasa al suolo ed occupata, è violentemente in corso non solo in quella sfortunata terra ma, nell'assordante silenzio dei media italiani, anche in Cisgiordania con velocità e proporzioni agghiaccianti. 

Questa ferocia coloniale non è l'unica agita nel vecchio e nel nuovo secolo: il palcoscenico esprimerà, con le voci e le energie che crea e che accoglie, la condanna di tutte le condotte delittuose ed abusive di passati e concorrenti genocidi. 

Gli artisti tributeranno gioia e onore, in particolare, alle discendenze armene, curde, ebree non colonialiste e di ogni popolo nativo sterminato in terre colonizzate (dai Mapuche agli Indiani, dagli aborigeni fino agli Inuit e a tutti gli altri). E tributeranno con l'arte la gioia e l’onore anche a tutte le maggioranze silenziose di ieri e di oggi, in Italia ed altrove, che ogni giorno soccombono schiacciate da povertà ed esclusione. A tutti loro Finché Fioriscono gli Olivi è dedicato.

La soirée, della durata di circa due ore intervallata da un brindisi con piccola cucina, è un'idea della danzatrice Martina Ricciardi per una nuova raccolta fondi: tutto il ricavato delle donazioni degli spettatori e degli stessi artisti verrà trasferito senza intermediari ad alcune famiglie palestinesi che li riceveranno direttamente tramite canali fidati. 
Spesso, è stata la considerazione alla base di questa scelta, le associazioni si vedono bloccare i fondi da Israele e purtroppo piccole come grandi somme non raggiungono i destinatari ne' in forma di viveri o medicine ne' in forma di valuta israeliana (lo shekel, non avendo mai avuto l'Autorità Nazionale Palestinese ne' facoltà di battere moneta, ne' di raccogliere tasse e tributi). 

Ricciardi ha chiamato artisti amici e colleghi chiedendo di produrre ed offrire gratuitamente la loro performance e di impegnarsi in prima persona a raccogliere fondi durante le loro attività. 
'Non possiamo che agire, con gioia e con forza. Vogliamo ogni giorno dare un piccolo segnale di sollievo a chi è, nonostante tutto, rimasto vivo: sia in Palestina sia nella nostra nazione dove spesso i venti di guerra e le scandalose sottovalutazioni dei genocidi in atto (e di quelli passati) gridano vendetta. Conosciamo solo quella pacifica espressa con l’arte, ringraziamo La Serra per averci ospitati gratuitamente' affermano i dieci cittadini - tra essi danzatrici, registi e attrici, musicisti e cantautori, poete, editori, una giornalista.

Sul palco che, a seconda delle performance che si susseguono, ospiterà anche il pubblico si alterneranno reading, concerti, danza, musica unplugged ed elettronica.

Diana Marrone offrirà un reading dalla sua fanzine letteraria Slow Words People and Stories from this World: l'epifania delle gioie spontanee nelle piccole cose, l'acqua, le terre rare si rincorreranno a ritmi serrati e soavi al tempo stesso. L'ouverture è a metà reading, a metà affondo di temi di geopolitica, spesso troppo complicati e tralasciati, alla base delle guerre antiche come di quelle contemporanee. In mezzo resta il farsi umani che ha una potenza indicibile e contagiosa - più forte a seminare futuro di qualsiasi esercito o governo autoritario.

A seguire Paolo Petraroli, con i suoi canti di tradizione orale e canzoni più moderne che tessono un racconto dove la riscossa del bene, la denuncia del dolore intimo o sociale e la gioia dell’ironia ne sono il filo unificatore.

Scenografia del silenzio occidentale è una performance transfemminista ideata e curata da Fran Allen Zimmerman che trasforma il dolore in forza generatrice, unendo memoria storica palestinese (dalla Nakba a oggi) e resistenza politica. Attraverso un linguaggio scenico crudo, la performance denuncia la complicità dell'Occidente nella cancellazione del popolo palestinese, ponendo al centro la vita interrotta delle donne e la violenza di genere usata come arma coloniale. Non una semplice visione, ma un rituale di riappropriazione identitaria e un atto di testimonianza attiva contro il patriarcato e l'omertà internazionale.

Divertenseria è il progetto musicale di Gabriele De Simone che canta una selezione musicale di brani inediti, in nome della libertà e della resistenza, due valori che saranno il filo conduttore della performance.

Mario Eleno, regista e autore, e Manuela Mosè, attrice e traduttrice, lavorano da oltre dieci anni sulla poesia palestinese. Tutto è iniziato da un reading, Teatro Porto Aperto, dove hanno presentato il poeta palestinese Ashraf Fayadh, figlio di profughi emigrati in Arabia Saudita dove è stato imprigionato fino a circa un anno fa e ha rischiato la pena di morte (per un libro di poesia). Da ottobre 2023 sono entrati in contatto con altri poeti palestinesi e, parallelamente alle presentazioni di nuovi autori alternando nomi più o meno conosciuti, hanno animato molte raccolte fondi non solo durante i reading ma anche con l’organizzazione o la partecipazione a mostre di fotografia ed altre attività artistiche. Sono al lavoro su Fragments for Gaza, un progetto filmico che coinvolge sia filmmaker palestinesi che poeti che nella missione dei suoi curatori avrà anche una circuitazione nei cinema europei.
A Finché fioriscono gli olivi Manuela Mosè leggerà i testi di Hend Joudah, Dareen Tatour e Heba Abu Nada mentre Mario Eleno, in video, i versi della poetessa poetessa Rafeef Ziadah.

Vik Palmieri, poeta e fotografo, presenta GAZA 1948-20… 
Afferma: ‘Quella che ascolterete non è una poesia “sulla guerra”.
È un inciampo.
Un inciampo nella parola pace, quando viene pronunciata troppo in fretta.
Un inciampo nella parola difesa, quando copre settantaotto anni di ferita.
Un inciampo nel nostro silenzio.
Questo testo nasce dal disagio di chi si accorge di camminare sopra macerie che non vedeva — o che non voleva vedere.
Nasce dal tentativo di nominare ciò che viene raccontato con linguaggi diplomatici, grafici ordinati e frasi calibrate, mentre la terra continua a sanguinare.
La musica accompagna questo attraversamento come un fiume lento che cresce: prima sussurro, poi corpo, poi frattura.
Non è un’analisi geopolitica.
Non è un processo.
È una presa di posizione poetica.
È il tentativo di non inciampare più nell’indifferenza.’

Martina Ricciardi porta in scena Quando il mondo dorme, una sua nuova coreografia di danza–teatro ispirata all’omonimo libro ‘Quando il mondo dorme’ di Francesca Albanese.
Un’opera intensa e partecipativa che intreccia parola e movimento per dare voce a un’infanzia sospesa, ferita, privata della propria quotidianità. La performance si configura come un atto collettivo: il pubblico è chiamato a “tenere vivo il cerchio”, gesto simbolico che diventa metafora di un equilibrio fragile, quello di una terra martoriata e dei suoi bambini.

Le parole tratte dal testo dell’Albanese si fondono con i gesti della danzatrice in un dialogo corporeo e poetico che illumina — e insieme denuncia — la condizione dell’infanzia palestinese, segnata da decenni di occupazione. Il linguaggio del corpo si fa testimonianza, resistenza, memoria.

“Quando il mondo dorme” non è soltanto uno spettacolo, ma un’esperienza condivisa: un invito alla responsabilità, alla consapevolezza e alla cura. In scena, il movimento diventa atto politico e umano, capace di attraversare il silenzio e trasformarlo in presenza.

Un’opera che interroga, commuove e chiama ciascuno a non restare spettatore passivo, ma parte viva di un cerchio che protegge, sostiene e ricorda.

Conclude la soirée Giovanni Conelli: per il musicista scrivere canzoni è una missione di bellezza, un istinto antico e inevitabile. Offrirà il suo cantautorato di scuola italiana che si nutre di elettronica e sperimentazione, dando luce a canzoni intime e testi urgenti.

Biografie (in ordine di apparizione sul palco):

Diana Marrone è giornalista e pr. Nasce a Napoli, vive tra Milano e Venezia per 23 anni e a fine 2020 sceglie di tornare nella sua città natale.
Dopo studi avanzati in relazioni internazionali con specializzazione post-universitaria ed esperienze lavorative nel processo di pace arabo-israeliano, nel 2002 fonda pr/undercover e continua a portare avanti la sua attività di progettista culturale. Ha collaborato, tra gli altri, con Alias/Il Manifesto; BBC Radio, World Service; Domus, Frieze, La Repubblica; NAI Publishing, Volume Magazine. 
Agente di designer, cura mostre e collezioni di oggetti funzionali, arte e design per spazi dimenticati. 
Ex poeta, autrice di saggistica, oggi offre incursioni poetiche su testi altrui. I reading sono tratti dalla sua fanzine letteraria Slow Words People and Stories from this World. In lingua inglese ed italiana che nasce nel 2012, è online nel 2014: parla (e si legge) in orizzontale, da persone per persone. Ogni storia di Slow Words è la visione – insieme – di luoghi, di viaggi, di preferenze, in una parola di uno stile che svela la poesia sotto traccia presente nella vita di tutt*. Slow Words diventa uno spazio plurale. Un luogo di partecipazione dove lanciare particolari o comunissime proposte a seconda del tema di discussione. Slow Words è la tv di chi non guarda (più) la tv.

Paolo Petraroli è un eclettico musicante pop-orale. 
Stregato dalle feste rituali contadine ricche di sacralità ed energia vivificante intraprende la sua ricerca espressiva, sia vocale che strumentale, all’interno di quel cerchio simbolico ideale rappresentato dalle comunità che ballano la vita. Afferma: ‘La musica popolare del nostro sud è il mio baricentro.  I tamburi tradizionali e la chitarra sono i miei compagni  nel viaggio del dono musicale. ‘

Manuela Mosè è attrice e regista teatrale. Si diploma nel 2010 alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano dove si forma con Maestri di grande spessore, tra i quali Danio Manfredini, Kuniaki Ida, Carlo Boso, Alessio Bergamo, Maria Consagra, Tatiana Olear, Elisabeth Boeke e Maurizio Schimdt. Nel 2011 viene selezionata da Toni Servillo per il laboratorio di formazione La valigia dell’attore. Nel 2013 si laurea in Lingue e letterature dell’Europa e delle Americhe all’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”. Nel 2013, con la Compagnia teatrale di Enzo Moscato, va in scena al Teatro Nuovo e al San Ferdinando di Napoli con Napoli ’43.
Nel 2014 con la Compagnia degli Innamorati Erranti partecipa al Fringe Festival di Roma con Orlando Bodlero (a Carmelo Bene) e vince il Premio Giovane Talento; riceve inoltre due nomination: al Miglior attore protagonista e al Premio special off. Nella stagione 2015/16 va in scena con Canto d’un poeta che se ne muore – atto teatrale scritto e diretto da Mario Eleno che risulta tra i migliori spettacoli in programma nei cartelloni di Napoli. Lavora come attrice per diverse produzioni del Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo di Napoli, tra le quali P_ossesione Otello diretto da Laura Angiulli nel 2016. Nel 2017/18 lavora come acting director per il ciclo di concerti Leopardi Igněus nell’Atelier d’Arte Elena Lomuscio di Guidonia Montecelio. Nel 2019 realizza il progetto Teatro Porto Aperto in spazi artistici alternativi tra Napoli, Genova, Roma, Bari, Palermo, Bologna e Perugia. Sempre nel 2019 vince il Concorso Europeo per il Teatro e la Drammaturgia Tragos con la tesi Per una scuola umana di teatro; debutta inoltre come autrice e traduttrice al 44° Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano con Lettere a Vèra di Vladimir Nabokov. Nel 2020 progetta con Mario Eleno il concerto di poesia e musica Fiammeggianti stelle, dedicato alle composizioni di Giacomo Leopardi e Aleksandr Scrjabin, che va in scena al 45° Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano. A luglio 2021 il progetto su Leopardi e Scrjabin, Fiammeggianti stelle, debutta anche a Napoli nell’ambito della 38° Stagione Concertistica dell’Associazione Domenico Scarlatti. Nel 2022 traduce per Fandango Libri Il mio solo tormento – Canto da El-Agheila di Rajab Abuhweish.
Nel 2024 si diploma come regista alla Napoli Film Academy. Il suo primo cortometraggio Piccolo Film dell’Angelo Amore rientra nella Official Selection del Fellini Film Festival. Nel 2025 è la protagonista dello spettacolo (VascoEterno) Tutto un equilibrio sopra la follia, che debutta al Teatro Comunale Dario Vittori di Guidonia Montecelio.

Fran Allen Zimmerman è una poeta di strada e scrittrice, performer e attivista. Fondatrice del “Il Disdegno”, progetto di arte performativa collettiva e curatrice culturale di Introterra Edizioni, casa editrice indipendente, specializzata in poesia sociale e civile. 

Divertenseria è il progetto musicale di Gabriele De Simone: il nome deriva dall'unione dei termini "divertere" (deviare, volgere altrove) e "rêverie" (fantasticheria). Con un pop denso che fonde le influenze della musica d'autore italiana a tanti altri generi come punk, R&B, indie, dance, rock.
Nel 2024, ha aperto il concerto di Enzo Gragnaniello in Piazza Mercato a Napoli per la notte dell'Epifania e ha curato la direzione artistica del Napoli Sound Fest, nell'ambito della fiera "Napoli Città Libro". 

Vik Palmieri è poeta e fotografo.
Fin dall’adolescenza attraversa e indaga il disagio interiore, trasformandolo in materia poetica e visione. Fondatore del progetto editoriale indipendente Introterra Edizioni.
La sua ricerca artistica attraversa poesia e fotografia, con uno sguardo costante rivolto alle crepe dell’esistenza e alle fratture del nostro tempo.

Mario Eleno nasce a Montecelio (Roma) il 30 maggio 1983. È scrittore, attore, regista teatrale e traduttore. Attualmente risiede a Napoli.
Debutta a 17 anni leggendo in scena i Canti di Leopardi. Nel 2009 lavora con il regista Luca Ronconi al Piccolo Teatro Strehler di Milano nel Sogno di una notte di mezz’estate di William Shakespeare. Si diploma nel 2010 alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano. Nel 2011 fonda La Compagnia degli Innamorati Erranti. Nel 2012 partecipa al Fringe Festival di Edimburgo con la Compagnia Babygang di Carolina de la Calle Casanova. Nello stesso anno va in scena a Milano al Teatro Out-Off con Il processo di Kafka per la regia di Paolo Giorgio. Nel 2013 si diploma alla Scuola di Mimo Corporeo di Napoli diretta da Michela Monetta. Nel 2014 partecipa al Fringe Festival di Roma, dove il suo spettacolo Orlando Bodlero (a Carmelo Bene) riceve due nomination e vince il Premio Giovane Talento. Arriva in finale al Premio delle Arti Lidia Petroni di Brescia con Della malia del femminile, corto di cui è attore e autore. Dal 2015 traduce e legge pubblicamente le opere di Blaise Cendrars. Nel 2016 scrive e dirige per il Teatro Stabile di Innovazione Galleria Toledo di Napoli Canto d’un poeta che se ne muore, atto teatrale in versi nato dallo studio del materiale lasciato da Carmelo Bene. Nel 2017 è tra i finalisti del Premio Letterario Nazionale Charles Bukowski. Nel 2018 collabora con le riviste letterarie La Macchina Sognante, L’Ulcera del signor Wilson e settepagine. Nel 2019 progetta e realizza i reading di Teatro Porto Aperto in spazi artistici alternativi di Napoli, Genova, Roma, Bari, Perugia e produce con l’Università di Siena nell’ambito di Hybris Project la performance Je suis l’autre dedicata a Blaise Cendrars. Nello stesso anno partecipa al 44° Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano diretto dal maestro Roland Böer, dove traduce e interpreta Lettere a Vèra di Vladimir Nabokov. È anche tra gli artisti del 52° Festival delle Nazioni di Città di Castello. Nel 2020 pubblica con Morlacchi Editore di Perugia il suo primo romanzo Tabaccheria premiato con il 3° posto al Concorso Nazionale di Poesia e Narrativa Talenti Vesuviani, riceve una Menzione di Merito al Premio Letterario Internazionale Michelangelo Buonarroti e arriva in finale al Premio Nabokov. Sempre nel 2020 viene confermato dal maestro Roland Böer al 45° Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano con Fiammeggianti Stelle, concerto di poesia dedicato a Giacomo Leopardi e al compositore russo Aleksandr Nikolaevič Skrjabin. Nel 2021 viene segnalato dalla Giuria del Concorso Letterario Nazionale sui Diritti Umani Non è più il tempo di tacere e vince il Premio Letterario De André. Partecipa con la ripresa di Fiammeggianti Stelle alla 38^ Stagione Concertistica dell’Associazione Domenico Scarlatti di Napoli. È stato anche doppiatore, prestando la sua voce al documentario Quando si ruppero gli argini di Spike Lee. Nel 2022 traduce per Fandango Libri Il mio solo tormento - Canto da El-Agheila di Rajab Abuhweish, si classifica terzo al Premio Ravenna, riceve il Premio Speciale della Giuria al Concorso Letterario Nazionale Teatro Aurelio di Roma, è finalista al Premio Gozzano e vince il Premio Spoleto Calling. Nel 2023 pubblica la silloge poetica Verso le strade feroci, Eretica Edizioni, e riceve una candidatura al Premio Charles Dickens. Nel 2024 vince il Premio Letterario Nazionale Mille Parole Per Una Foto, ottiene una Menzione d'Onore al Premio Letterario Vera Mascaretti e una al Premio Internazionale Pensieri Creativi di Assisi; il cortometraggio di cui è attore e autore, Piccolo Film dell'Angelo Amore, rientra nella Official Selection del Fellini Film Festival. Nel 2025 cura la regia e la drammaturgia dello spettacolo dedicato a Vasco Rossi (Vasco Eterno) Tutto un equilibrio sopra la follia e progetta le performance La menzogna della storia in una scatoletta di latta e Le ali la nostalgia oltre i confini inserite nelle mostre per la Palestina Qui Resteremo e Kufia in cui compaiono le opere di Andrea Pazienza, Milo Manara, Oreste Zevola, Guido Crepax, Vauro e Altan. Vince il Premio Ubik al Concorso Letterario Nazionale Ostia 2025, partecipa come performer al XVI Simposio d'Arte Contemporanea a Scampia – Anime di periferia, collabora con l'Università Orientale di Napoli all'omaggio per il centenario della nascita di Frantz Fanon, viene selezionato da Pietrevive Editore ed Esseri Urbani – Officina Creativa Permanente per la Notte della Poesia per la Pace di Locorotondo. Nel 2026 affianca Peppe Lanzetta nello spettacolo Rionapology; dirige per il Festival Incontri Proibiti due spettacoli a tema ambientale, L’uomo che piantava gli alberi da Jean Giono e Chiamatemi Ghiacciaio di cui è autore; viene selezionato per Testofficina 2026 nell’ambito di Testo Firenze. Suoi scritti e traduzioni compaiono nelle riviste Sud, Atelier Poesia e Nazione Indiana. È Direttore Artistico del Teatro Chisciotte di Montecelio.

Martina Ricciardi è danzatrice, pedagoga, danzamovimentoterapeuta e direttrice artistica del Festival Il Buco Bianco. Da anni è impegnata in progetti artistici, pedagogici e socio-culturali in Europa e in Africa, attraverso la pratica della danza e del teatro. Appassionata di ricerca e di lavoro sul campo, da anni studia diverse danze tradizionali di alcuni paesi dell’Africa, del Sud Italia e di culture afro-discendenti. Negli anni approfondisce lo studio del corpo in movimento, attraverso diversi approcci (Axys Sillabus con Frey Faust, Francesca Pedullà e Baris Mihci; metodo Feldenkrais, con Elinoar Zakai; diverse tecniche di danza contemporanea; Tecnica Dunham con Christiane de Rougemont), e continua le sue ricerche nell’ambito teatrale e della pratica dell’improvvisazione, seguendo gli insegnamenti di Raul Iaiza, Anna Dego, Isabelle Maurel, Roberta Carreri e altri membri dell’Odin Teatret. Parallelamente studia la funzione terapeutica del movimento prima in Francia alla scuola Freedancesong di Parigi, sotto la direzione di Christiane de Rougemont, e seguendo la Compagnie Alfred Alerte nel suo lavoro con persone in situazione di handicap. Poi in Italia, a Genova, alla scuola Metamorfosidanza sotto la direzione di Cinzia Saccorotti. Nel 2016 co-crea con Laurene Lepeytre, la compagnia EN CORPS DES MOTS e gli spettacoli: “WAYS”, “LES PORTEUSES”, “DE(S)RACINE(S)”, “MASQUES ET MASCARADES”. 
Come danzatrice freelance co-crea diversi spettacoli con musicisti di fama internazionale: Un pò di sana follia, con Marco Ambrosini, Angela Ambrosini e Eva-Maria Rusche; Corpi (S)partiti con Michele Ciccimarra e Nanni Teot. Traendo ispirazione da diverse culture del mondo e da discipline diverse, crea un mix colorato e fuori da ogni codice, che riutilizza come interprete, come creatrice e come pedagoga. Tutta la sua carriera è stata e continua ad essere nutrita da un ideale e da un desiderio di condivisione, comunicazione, cura ed emancipazione attraverso il corpo, la voce, il movimento. 

Giovanni Conelli
Scrivere canzoni per Giovanni Conelli è una missione di bellezza, un istinto antico e inevitabile. Il cantautorato di scuola italiana  con l'elettronica e la sperimentazione, dando luce a canzoni intime e testi urgenti. Negli ultimi anni Conelli ha pubblicato 3 ep e 5 singoli, suonato dal vivo in tutta la penisola e in diverse città europee. Il suo cammino dal vivo ha incrociato quello di artisti italiani come Mauro Ermanno Giovanardi, Riccardo Sinigallia, Francesco Di Bella (24 grana), Marco Messina (99 Posse), Andy (Bluvertigo), fonte di crescita, di incontro e di ispirazione. Giovanni Conelli ha prodotto alcuni dei suoi ultimi brani insieme al cantautore romano The Niro, incluso "Bolero sulla Luna", "Ed io sarò salvato",  "Stare al mondo" e "I segreti delle radici dei ghiacciai". Tra i vari riconoscimenti, il suo brano "E ci cambierà" è stato selezionato per la compilation de La Canzonetta Records "Napoli SoundSystem". Nel 2024 l'agenzia DROP Eventi ha scelto Giovanni Conelli per aprire il concerto di Capodanno sul lungomare di Napoli, corrispondendo all'artista un premio in denaro in collaborazione con il comune di Napoli. Conelli è tra i finalisti di Humanity Music Festival al Teatro Sperimentale di Pesaro e del Premio Botteghe D'autore 2025.