Giornate Nazionali dei Castelli, XXI edizione: Sabato 11, Domenica 12 maggio 2019

Da nord a sud, da est ad ovest, l'Italia dei castelli. 19 regioni da scoprire e riscoprire

sezione: news

14-02-2019
categorie: Architettura, Arte, Corporate, Non profit, Libri,

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Giornate Nazionali dei Castelli, XXI edizione: Sabato 11, Domenica 12 maggio 2019

Da nord a sud, da est ad ovest, l'Italia dei castelli. 19 regioni da scoprire e riscoprire

19 regioni coinvolte con altrettanti siti principali e varie attività collaterali: non solo castelli o torri ma spesso intere intere cinte murarie come quelle de L’Aquila o Vicenza e borghi tra i più belli d’Italia come Mondavio - animati da visite guidate gratuite, presentazioni di libri, concerti, mostre, tavole rotonde e tanto altro. 

Le Giornate Nazionali dei Castelli sono giunte alla 21ma edizione e fissate per sabato 11 e domenica 12 maggio 2019, a cura dell’Istituto Italiano dei Castelli (IIC), Onlus a carattere scientifico fondata nel 1964 a Milano da Piero Gazzola le cui sedi regionali sono presenti in tutte le regioni italiane.

 

Da 21 anni, maggio è diventato sinonimo di turismo consapevole in tutta la penisola. Famiglie, visitatori stranieri, scuole e università possono dedicarsi a una intensa 'due giorni’ di scoperte di castelli, rocche, torri ed altre architetture fortificate, senza dimenticare appunto la possibilità di visitare interi borghi, città murate e bastioni: quest’appuntamento per appassionati di storia, restauro ed architettura, turismo culturale è così consolidato da essere spesso sold out in molte delle sedi interessate.

 

Ogni anno i siti prescelti dai membri dell’IIC in accordo con autorità locali ed altri organi decisori, sono diversi dai precedenti, consentendo ai visitatori ricorrenti di arricchire continuamente le loro conoscenze e di trascorrere un week end primaverile anche in luoghi meno conosciuti d’Italia (o nella propria città) per visitare architetture fortificate spesso non aperte al pubblico dove scoprire un edificio e la sua storia raccontati da esperti e studiosi, sfogliare un nuovo libro appena presentato, partecipare a una conferenza, una mostra od un concerto, oppure conoscere lo stato dell’arte della valorizzazione e delle sinergie pubblico-privato.

 

Pietre miliari della nostra civiltà, questi luoghi e queste architetture raccontano la storia di un paese, delle sue trasformazioni socio-politiche, della ricchezza e della diversità dei suoi territori insieme alle storie di persone, famiglie e dinastie - portate a noi grazie alla strenua attività di volontari, studenti, giovani laureati, docenti universitari, autori, saggisti ed esperti, architetti e restauratori che conducono personalmente le visite nei siti individuati con competenza e passione. 

 

Le 21me Giornate Nazionali dei Castelli sono ideate e organizzate, come ogni anno, dall’Istituto Italiano dei Castelli, Onlus a carattere scientifico che da 55 anni si impegna a salvaguardare l’intero patrimonio storico-culturale e si incarica della responsabilità e soprattutto del piacere della valorizzazione dell’immenso patrimonio di castelli, fortezze ed architetture cinte. Per una grande celebrazione della ricchezza inestimabile del paesaggio italiano

 

Con oltre 20.000 siti censiti, fotografati e studiati e con un’organizzazione capillare, la Onlus organizza tutto l’anno attività culturali e scientifiche che includono anche la pubblicazioni di due collane editoriali ed una rivista specializzata, incontri periodici e conferenze, viaggi di scoperta, un premio alla Tesi di Laurea più meritevoli su architetture fortificate e Il Castello si racconta, concorso fotografico dedicato agli allievi delle scuole secondarie. Non in ultimo, ogni anno, numerosissime conferenze e veri e propri corsi di ‘castellologia’: c’è, infatti, un bisogno costante di diffondere la conoscenza di queste testimonianze del nostro passato, che costituiscono uno dei fondamenti della nostra identità storica e culturale. Ciò può avvenire sia evidenziandone l’importanza nell’opinione pubblica che stimolando le nuove generazioni ad una migliore comprensione di un patrimonio così straordinario, affascinante e suggestivo, la cui consistenza è seconda soltanto a quella dell’architettura religiosa.

E’ vero, oggi c’è un forte fermento ed interesse da parte delle istituzioni e del mondo civile intorno ai castelli ed ai borghi fortificati, ma appare doveroso ricordare che l’Istituto Italiano dei Castelli ha iniziato ad occuparsi di essi dal lontano 1964, riconoscendo l’importanza della loro salvaguardia e valorizzazione e le loro straordinarie potenzialità nella vita del nostro Paese quando pochissimi, se non nessuno, aveva rivolto il minimo sguardo su di essi.

 

Forte della sua storia e del costante impegno sulla valorizzazione architettonica e paesaggistica, l’Istituto Italiano Castelli ha ottenuto anche per quest’edizione (come per le precedenti) delle Giornate Nazionali dei Castelli il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MIBACT).

 

Informazioni al pubblico

Giornate Nazionali dei Castelli 2019

21ma edizione - Sabato 11, Domenica 12 maggio 2019

Ogni sito prescelto offre visite guidate gratuite ed altre iniziative (presentazioni, concerti, degustazioni e pranzi, conferenze, seminari, tavole rotonde, lanci di libri): esse sono organizzate sui due giorni secondo calendari regionali (segue elenco siti principali)

 

Età Associazione: 55 anni

Soci: 1400

Siti censiti: circa 20.000

Sito web: http://www.istitutoitalianocastelli.it/

Facebook: https://www.facebook.com/Istituto-Italiano-dei-Castelli-419457754930754/?fref=ts 

Hashtag: #giornatenazionalideicastelli2019

 

 

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Il secondo asset nazionale dopo le architetture religiose: le architetture fortificate - patrimonio architettonico e culturale inestimabile - si aprono con eventi e visite guidate gratuite per accelerare o promuovere la valorizzazione territoriale

 

 

Fabio Pignatelli della Leonessa, architetto, Presidente dell’Istituto Italiano Castelli: ‘Ogni anno cerchiamo di mostrare luoghi mai visti, o di farli riscoprire con occhi nuovi: inauguriamo architetture ristrutturate o cerchiamo di ripopolare siti legati all’attualità stringente del nostro paese. Proponiamo di riscoprire un territorio critico per i recenti sismi ma pieno di potenzialità come quello abruzzese, dopo che l’anno scorso abbiamo acceso i riflettori sulle zone terremotate delle Marche. Vi inviteremo a visitare, in particolare, la cinta muraria de l’Aquila

 

Restando al centro, apriremo il Castello umbro di Montecolognola (Magione, Perugia), e attiveremo lo straordinario borgo e rocca di Mondavio (Marche). Animeremo anche la Fortezza da Basso (Firenze) e il Castello di Monfestino (Ferramazzoni, Modena). 

Dal Castello di Santa Severa in Lazio, scendiamo a sud dove esploreremo territori meno conosciuti grazie all’attivazione del Castello Marzano di Sessa Aurunca (CE). Oltre ai ricchissimi giacimenti di architetture fortificate molisane (dove il sito principale attivato quest’anno è il Castello di Pescolanciano), vi invitiamo a scoprire o riscoprire il Castello Normanno di San Severina in Calabria, passando per quello di Lagopesole in Basilicata. In Sicilia inviteremo ad esplorare il Castello di Adrano (Catania).  

 

A nord, ricorderemo il territorio fustigato dai recenti avversi eventi meteo grazie all’animazione del Castello Brown di Portofino (GE) ma anche le torri del progetto Turris in Piemonte, il Castel Masegra a Sondrio, il Castello d’Arcano ad Udine, il Castello Noarna a Trento.  E la cinta muraria di Vicenza.

 

La Sardegna ci aprirà le porte del Castello medievale di Sanluri e tanti altri saranno gli eventi collaterali che si aggiungono a quelli principali in tutta Italia e spesso apriremo castelli posseduti ed abitati da privati.

 

Il destino di ogni castello è differente da quello dei palazzi nobiliari che sono sempre situati nel centro città e per la maggior parte sono sopravvissuti agli eventi restando intatti. Le fortificazioni, proprio per via della loro storica funzione difensiva e offensiva, sono ai margini: in montagna o in collina. Per questo nel tempo la maggior parte sono state abbandonate, distrutte da guerre, o addirittura da scellerati progetti architettonici. Molto raramente sono abitate perché vivere in una fortificazione, oltre che scomodo, è troppo costoso. Nei casi più fortunati sono state riconvertite a strutture ricettive, o sono state restaurate per essere restituite al pubblico, ma molte continuano a essere chiuse: le Giornate dei Castelli perciò sono il momento per scoprirle e apprezzarle, magari approfittandone per costruire degli itinerari diversi dal solito in angoli sconosciuti e meravigliosi del nostro paese ai quali altrimenti non avremmo pensato.

 

Con oltre 1400 soci e con una sede in ogni regione italiana, ci prendiamo cura di un patrimonio spesso non valorizzato e siamo un unicum nel panorama associativo italiano per longevità e per qualità degli interessi rappresentati. 

 

Non lo facciamo solo e soltanto con l’appuntamento forse più impegnativo dell’anno da organizzare - le Giornate sono frutto di un incredibile lavoro di squadra di volontari ed appassionati, studiosi e docenti - ma attraverso l’attenta relazione con enti locali, Ministeri e altri portatori di interessi per aiutare anche nella comprensione dei ‘bisogni’ di queste particolari architetture di cui il nostro paese è il più ricco al mondo. E quello che è meno sensibile alla valorizzazione.

 

Ci stiamo impegnando, insieme ad altre associazioni che si occupano del patrimonio per cercare di alleggerire il peso fiscale su queste architetture e soprattutto di studiare come poter accatastare questi beni che hanno spazi così particolari per la loro funzione, ormai persa, e quindi difficilmente classificabili.   

Cerchiamo la collaborazione con le altre associazioni del settore, pur ognuna con la sua precisa identità, su progetti di interesse comune.’

 

 

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Elenco degli eventi principali regione per regione 

(in ordine alfabetico)

 

 

Abruzzo: cinta muraria de l’Aquila

Le mura dell'Aquila costituiscono l'antica cerchia della città e rappresentano il confine del suo centro storico.

Edificate a partire dal XIII secolo, ed in buona parte conservate ancora oggi, mantengono pressappoco la forma originale nonostante le numerose modifiche dovute a crolli (causati dai frequenti terremoti) e sventramenti di carattere urbanistico. Si estendono per oltre 5,5 km inglobando un'area di circa 157 ettari destinata a contenere decine di migliaia di abitanti. Nell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale, è stato iniziato (ed è quasi terminato) un intervento di restauro, consolidamento e valorizzazione della cinta muraria che prevede anche la realizzazione di camminamenti in alcuni tratti, finanziato con 8 milioni di euro di fondi europei.

 

 

Basilicata: Castello di Craco (e parco museale)

http://www.cracomuseum.eu

Chi è alla ricerca di luoghi da visitare in Basilicata, trova in Craco una delle mete più affascinanti e suggestive, un luogo unico che unisce arte, storia, paesaggio ma anche dramma. Terra di Cinema, incubatore di Arte, Cultura, Ricerca ed Innovazione, immerso nel calanchi, nel cuore della Basilicata!

Quando il feudo di Craco, appartenente a Erberto, è riportato nel Catalogus baronum compilato tra il 1161 e il 1167, un fortilizio doveva essere già stato edificato. Nel 1239, per ordine di Federico II, Goffredo di Craco prende in consegna dei prigionieri lombardi che vengono rinchiusi nella torre. A partire dal XIV secolo Craco è incluso nello stato feudale dei Sanseverino che esercitano il loro dominio per circa due secoli. Nel 1735 il castello, quasi completamente inabitabile data l’incuria e l’abbandono, appartiene al duca Francesco Vergara. Successivamente, dopo essere pervenuto alla famiglia Maronna passa in proprietà del Comune di Craco, il quale negli anni’30 del ‘900 vi colloca un serbatoio idrico. La torre ha un impianto quadrato con lati di 10 metri e un’altezza totale di circa 20 m. Lo spessore murario è di 2 m. In origine era servita da una scala di legno che consentiva il collegamento tra una serie di stanze e soppalchi le cui tracce sono ancora visibili dalle pareti esterne.

 

 

 

Calabria: Castello Normanno di Santa Severina 

coordinate: 39°08′48.8″N 16°54′53.8″E

Visite guidate gratuite: 11 – 12 maggio (9-12/15:30-19) anche con audio guida multilingue

Il castello normanno di Santa Severina, detto Carafa o di Roberto il Guiscardo, il re normanno che ne ordinò la costruzione nel XI secolo, è considerato una delle antiche fortezze meglio conservate dell'Italia meridionale.

L'imponente struttura si estende per 10.000 m² circa e domina sull'ampia valle del fiume Neto e le colline del Marchesato di Crotone, vicino a Crotone. È composta da un mastio quadrato e da quattro torri cilindriche che si trovano ai lati del castello; è inoltre fiancheggiato da quattro bastioni sporgenti in corrispondenza delle torri.

La sua ossatura, i suoi sotterranei complessi e le imponenti torri rendono il castello un esempio tipico di architettura militare.

Sabato 11 maggio alle ore 16,00 il castello di Santa Severina ospiterà una tavola rotonda organizzata dall’IIC Calabra dove interverranno l'Arch. Pasquale Lopetrone, funzionario della Soprintendenza (che ha curato i restauri del castello), gli Archeologi Francesco Cuteri e Marilisa Morrone (che sono intervenuti negli scavi) e la Prof. Arch. Francesca Martorano (Università Mediterranea di Reggio). La conferenza è aperta ai soci dell’IIC e al pubblico. Gli atti saranno pubblicati nella collana dell’IIC Parole sul Castello che sarà distribuita durante le Giornate.

 

 

Campania: Castello Marzano di Sessa Aurunca (CE)

Coordinate: 41°23′15.13″N 13°15′58.17″E

Visite guidate gratuite: 11 – 12 maggio (10 - 13)

Il castello sorge sull'antica acropoli all’estremità dell’abitato in posizione dominante sull'intero territorio e sull'insediamento medievale sottostante, ancora ricco di tracce romane.

Posto in sommità di una collina tufacea, si affaccia a nord sulla tradizionale piazza del Mercato. Ancora oggi manifesta la funzione di elegante residenza feudale, che acquisisce sul finire del XIV secolo, allorché viene trasformato in Palazzo Ducale. 

Costruito nel X secolo, il castrum svolge la funzione difensiva ma è anche di sede della Curia.

Durante le Giornate Nazionali dei Castelli, oltre alle visite guidate si terranno rievocazioni storiche e una tavola rotonda sui Castelli in Terra di Lavoro. 

 

 

 

Emilia Romagna: Castello di Monfestino (Ferramazzoni, Modena)

Visite guidate gratuite: 11 maggio pomeriggio; 12 maggio 2019 mattina e pomeriggio

Elevata a Podesteria nel 1375, Monfestino con tutto il suo territorio detto della “Balugola”, a partire dal 1409 e sino all’arrivo delle armate napoleoniche nel 1796 dipese, sotto le signorie dei Contrari e dei Boncompagni, dal feudo di Vignola. Nel 1797 la Podesteria venne a cessare e il suo territorio fu diviso ed aggiunto a più realtà storiche. A partire dal 1860 alcune delle località della Podesteria furono riunite per formare il Comune di Monfestino in Serramazzoni (l’attuale Comune di Serramazzoni). 

La famiglia Corni, proprietaria della fortezza dal 1901, ha eseguito importanti lavori di recupero, riportandola al suo antico splendore dopo il degrado in cui era caduta nel secolo scorso e si presenta ancora conservata grazie agli eredi. La parte più antica del castello, è rappresentata dai ruderi di una torre quadrata circondata da possenti mura di impianto medievale, ed è attorniata da una ulteriore cinta muraria intervallata da due torri cilindriche di origine quattrocentesca, e ben tre torri portaie discretamente conservate. 

 

 

Friuli Venezia Giulia: Castello D’Arcano (Rive d’Arcano, UD)

Località Arcano Superiore, 11/C

Apertura straordinaria ed evento: domenica 12 maggio 2019

 

Il complesso castellano attuale è sorto nel XIII secolo su strutture fortificate precedenti, forse del X secolo. L’Imperatore Ottone II, nel 1161, per i servigi resi, investì un certo “Leonardo”, di terreni allodiali sulle colline vicino a corso del fiume Corno. Leonardo, originario di Passau, citta della Baviera, apparteneva, secondo la tradizione, alla famiglia reale della Croazia, da qui l’uso dello scaccato nello stemma della famiglia. Egli si costruì una prima residenza fortificata sul crinale delle rive del Corno e si fece chiamare “Leonardo di Corno”. I d’Arcano acquisirono varie cariche presso i Patriarchi d’Aquileia; essi furono marescalchi e gonfalonieri ereditari del patriarcato d'Aquileia. Il complesso fu anche conosciuto come “Castello di Tricano” per i tre cani presenti nello stemma della famiglia feudataria dei d’Arcano. L’attuale castello sito su di un poggio naturale posto a fianco del colle di Fratta, domina tutta la spianata verso San Daniele, protetto da possenti mura e da una torre portaia, davanti alla quale c’era un fossato alimentato dall’acqua in parte di sorgente del vicino rio, ed esisteva il ponte levatoio per accedere all’interno del primo cortile attraverso la torre portaia che si innalza per una dozzina di metri. Su questa spiccano in rilievo gli stemmi della casata.

Il Castello è di proprietà privata, l’attuale proprietario è Paolo Tedesco. Durante le aperture straordinarie per le Giornate Nazionali dei Castelli, si terrà una conferenza commemorativa dedicata all’Ingegner Domenico Taverna, precedente proprietario e socio dell’Istituto Italiano Castelli FVG, la presentazione libro e la degustazione prodotti tipici dell’azienda agricola “Castello d’Arcano” e altre attività culturali.


 

Lazio: Castello di Santa Severa

SS1 Via Aurelia, Km 52,600, 00058 – Santa Marinella

Il Castello di Santa Severa, è uno dei luoghi più suggestivi del territorio laziale, situato lungo la costa Tirrenica a Nord di Roma, è un patrimonio di inestimabile valore sia storico che culturale.

Il Castello deve il suo attuale nome alla giovane martire cristiana Severa, che la tradizione ricorda uccisa il 5 giugno del 298 d.C. in questo luogo insieme ai suoi fratelli, Calendino e Marco, sotto l’impero di Diocleziano.

A lei era dedicata la Chiesa Paleocristiana, databile nella seconda metà del V secolo o nei primi decenni del VI secolo, rinvenuta in epoca moderna ed attualmente visibile, in parte, nella Piazza della Rocca.

Un’area, questa, che affonda le sue origini in tempi antichissimi i primi ritrovamenti si hanno già dall’età del Bronzo quando le popolazioni si stabilirono grazie alla presenza di numerosi corsi e sorgenti d’acqua dolce.

Nel VII sec. A. C. fu costruito Pyrgi tra i più importanti scali marittimi di tutta l’Etruria distante solo 13Km dalla potente Caere, poi Cerveteri, di cui fu il porto principale.

L’abitato etrusco divenne poi sede, prima metà del III secolo, di una colonia romana (Castrum) i cui resti sono presenti nelle mura di fortificazione. Il lato rivolto verso il mare, invece, è visibile soltanto nelle cantine della sala della “legnaia”.

L’area subisce ancora una metamorfosi in età imperiale che da ‘accampamento’ militare si trasforma in residenza di ricche famiglie romane proprietarie di lussuose ville sul mare.

Sui resti delle costruzioni di epoca romana e tardo antica si estende un vasto cimitero, insediatosi a partire almeno dal IX secolo ed utilizzato presumibilmente fino al XIII-XIV secolo.

La struttura del Castello vero e proprio, però, si ha solo nel XIV secolo.

Dopo un lungo periodo di decadenza in tempi recenti, il Castello fu utilizzato anche dai tedeschi come base strategica nel corso del secondo conflitto mondiale.

Una breve panoramica su un lungo percorso storico che copre oltre 2000 anni di storia e che ci porta ad un’età più recente in cui il Castello divenne proprietà dell’ Azienda Sanitaria Locale, in seguito al passaggio dei beni degli ordini ospedalieri a queste ultime, e attualmente della Regione Lazio, che dal 2014 ne ha voluto la riapertura estiva (aprile-ottobre) ai visitatori, per permettere alla collettività di fruire di questo straordinario patrimonio sospeso tra leggenda e realtà.

 

 

Liguria: Castello Brown (Portofino)

Coordinate: 44°18′07.53″N 9°12′51.7″E

ll castello Brown, precedentemente denominato castello di San Giorgio, è un edificio difensivo e dimora nobiliare sita in salita al Castello a Portofino, nel Tigullio.

Le prime notizie ufficiali sull'odierna struttura risalgono invece al 1425 quando Tomaso Fregoso, doge della Repubblica di Genova fino al 1421, occupò il borgo di Portofino e la sua fortezza in opposizione a Filippo Maria Visconti duca di Milano. Nel 1430 ritornò ad essere dominio di Genova grazie a Francesco Spinola di Ottobono. Il castello, situato in una posizione strategica poiché si poteva avere un'ampia visuale sul borgo e del Golfo tigullino, fu più volte oggetto di continui tentativi di occupazione e assedi fino ai primi anni del XIV secolo.

Dal 1961 è di proprietà del Comune di Portofino che utilizza il castello come sede di esposizioni culturali.

 

  

Lombardia: Castello Masegra (Sondrio)

visite guidate: sabato 11 e domenica 12 maggio 2019 (9-12 e 14-18)

Il castello Masegra, collocata sul primo pendio delle Alpi Retiche, è l’unica difesa del borgo ad essere sopravvissuta a Sondrio. Infatti gran parte delle difese fu smantellata nel 1639, quando nel Capitolato di Milano Francia e Spagna stabilirono che dovessero essere abbattute le fortificazioni servite nei precedenti scontri, seguiti all’allontanamento temporaneo dei Grigioni. Esso fu costruito nel 1048 da Alberto de Capitanei e diroccato nel 1309 e ancora nel 1418, ma è sempre stato ricostruito dagli stessi, feudatari di Sondrio e capi del partito guelfo.

 

 

 

Marche: borgo di Mondavio (PU) 

Mondavio, un piccolo borgo in provincia di Pesaro-Urbino, è forse uno dei villaggi meglio conservati d’Italia sito in un paesaggio unico dalla bellezza straordinaria e meta di visite culturali e cicloturismo. Sorge su un colle a 20 km dal Mare Adriatico, tra due fiumi marchigiani. Sue prime notizie risalgono ad un documento del 1178 ed è stato capoluogo di Vicariato con giurisdizione su ventiquattro castelli, conobbe diversi domini, tra cui quello dei Malatesta, di Alessandro Piccolomini, di Giovanni della Rovere, di Lorenzo de' Medici e della città di Fano. La rocca di Mondavio, risalente probabilmente 1482-1492, fu commissionata da Giovanni della Rovere, insieme ad altre rocche del ducato, all'architetto Francesco di Giorgio Martini. Non avendo mai subito attacchi è ancora in ottimo stato. Il mastio ad otto facce domina la maestosa fortezza e si collega ad un camminamento, protetto da un torrioncino, che porta ad una massiccia torre semi-circolare, unita con un ponte al rivellino d'ingresso. Il progetto originale prevedeva verso ovest un ulteriore torrione rotondeggiante che non fu mai realizzato. Le sale interne conservano ancora, per la maggior parte, la pianta originale e sono attualmente utilizzati come spazi espositivi e museali, tra cui un'importante armeria.

 

 

 

Molise: Castello di Pescolanciano (IS)

Sabato 11 maggio 2019 - Ore 10,00: Giornata di studio sul castello d’Alessandro, concerto d’arpa eseguito dall’artista Tiziana Tamasi, inaugurazione del ‘Museo dei castelli nel castello’, visita guidata all’antica dimora e visita guidata al borgo di Pescolanciano.

I d'Alessandro furono gli abitanti e i possessori più importanti del castello, ma tra le sue mura si alternarono, nel dominio di un vasto territorio altri illustri personaggi. Dal Catalogus Baronum sappiamo che, nella prima metà del XII secolo, intorno al 1140, Pesclum Lanzanum era tenuto in feudo dal barone normanno Berardo de Calvello (cioè di Carovilli) che teneva anche Vinealim, Pesclam Corvaram (Pescocorvaro presso Miranda), Cornaclinum (La Conocchia d'Isernia) e lo stesso Carovilli per conto di Jollem di Castro Pineano che, a sua volta, era feudatario di Ugo II conte di Molise. Di Pescolanciano erano anche Teodino di Peschio che fu giustiziere ai tempi di Federico II, e Ruggero di Pescolanciano che, secondo il Capecelatro, fu mandato dallo stesso Federico a demolire le fortificazioni di Isernia e Carpinone. Il feudo passò ai d'Evoli che lo tennero fino all'arrivo degli Angioini, quando appartenne alla famiglia Carafa della Spina. 

 

 

 

Piemonte: Barbaresco e le Torri del progetto Turris

Visite guidate gratuite: 11-12 Maggio (10-13; 14-19.00)

Eretta a fusto quadrangolare è la grande torre di Barbaresco, che si affaccia alle vedute panoramiche della valle del Tanaro. La sua specificità, solo recentemente rilevata, è quella assai rara, concernente la sua esterna struttura muraria in laterizio che ne contiene un’altra preesistente, meno elevata e riempita di terra e macerie, in funzione di solido basamento. La torre è attestata alla fine del secolo XII («castrum cum turri» in documenti del 1191 e del 1198); è oggetto di interventi nel 1222 («laboreria» ordinati dal podestà albese), dopo la vendita del feudo bar-bareschese al Comune di Alba. Essa ha base di circa 9 metri di ogni lato e mostra un’interessante disposizione di buche pontaie, che passano da allineamenti di 3 (nel settore di basamento) a 4 e 5 (alla sommità). Vi si scorge ancora qualche tratto residuo dell’aggettante cornice di coronamento a dente di sega.

 

Le 12 Torri del progetto Turris comprendono un circuito di circa 199 km - 4 ore e 34 minuti di auto che oltre a Barbaresco sono dislocate nei siti di Santo Stefano, Corneliano d’Alba, Santa Vittoria d’Alba.

 

 

 

Puglia: Castello di Gioia del Colle

Il Castello (XI-XIV secolo) sorge nel centro storico: si presenta a pianta quadrangolare con i lati rivolti verso i quattro punti cardinali, cortile centrale e due torri quadrilatere che sporgono ai due estremi del lato sud, Torre dei Rossi e Torre dell'Imperatrice.  L’aspetto più significativo dell’intervento federiciano è costituito dal felice sincretismo tra la cultura occidentale e l’arte orientale ancora presente nella scalinata d’accesso al piano superiore, nella dentellatura dell’arco ogivale e nei raffinati intagli del trono e del camino ricostruiti dal Pantaleo nel 1909.

Il nucleo normanno è costituito dalla possente torre dei Rossi, dal nome della famiglia che vi stabiliva la propria dimora. Il paramento murario del castello è costituito da tre tipi di strutture murarie che denunciano tre diverse epoche di realizzazione: conci di pietra calcarea sulla cortina Nord e Nord-Est, bugne a bauletto in carparo rosso locale ad eccezione dei blocchi agli spigoli sulla torre dell'Imperatrice,bugne rettangolari poco sporgenti sul resto della costruzione..

Fondato da Riccardo Siniscalco figlio di Drogone d’Altavilla e fratello di Roberto,  su una preesistente fortezza bizantina nei primi anni del XII secolo, ampliato da Ruggero II, il castello fu ricostruito da Federico II nel 1230 al rientro dalla crociata in Terra Santa.

Il maniero originariamente costituito da un atrio centrale e quattro torri angolari, di cui ne restano due denominate torre dei Rossi e torre dell’Imperatrice, fu curato in ogni particolare e riadattato al nuovo modus vivendi di Federico.

Agli inizi del XX secolo fu acquistato dal marchese Orazio De Luca Resta in condizioni di deplorevole abbandono ed affidato all’architetto Pantaleo che ne curò il tanto discusso restauro, in seguito al quale fu accusato di “aver molto restaurato e poco conservato”. A seguito di crolli e abbandono  il castello è stato ulteriormente restaurato nel 1973.  

Attualmente proprietà del Ministero per i Beni Culturali fa parte del Polo Museale di Bari e racchiude oltre ad alcune sale  espositive, l'interessante  Museo Archeologico di Monte Sannace.

 

 

 

Sardegna: Castello Medievale di Sanluri

Apertura: 11-12 maggio 2019

Orari: Sabato 11 maggio, ore 15-20, Domenica 12 maggio, ore 9:00-20:00

Sorto come presidio militare lungo il confine tra i Giudicati di Arborea e Cagliari, il castello di Sanluri è una delle architetture fortificate urbane più antiche ed integre della Sardegna. Le opere oggi visibili risalgono al 1355 quando il monarca Pietro IV incarica uno dei costruttori al servizio della Corona d’Aragona, Berengario Roich, di trasformare in maniero reale il fortilizio preesistente. Il castello è di proprietà privata (Conte Alberto Villasanta)

 

 

Sicilia: Castello di Adrano (CT)

Visite guidate gratuite: sabato 11 maggio 2019

Come il vicino castello di Paternò, secondo una tradizione storiografica ampiamente consolidata, il castello di Adrano fu fondato nel terzultimo decennio del secolo XI dal Gran conte Ruggero in occasione della conquista della Sicilia occupata dai musulmani, forse sulle preesistenti strutture di una torre saracena.

Il castello presenta infatti la tipica forma del donjon ovvero di torre parallelepipeda suddivisa all’interno in diversi ambienti per ciascuno dei piani, collegati in verticale da strette scale ricavate nello spessore murario.

Appartenuta ai De Parisio, nel 1185 pervenne per matrimonio a Matteo Sclafani che divenne barone di Adrano. Federico d’Aragona (Federico III come Re di Sicilia) nel 1303 nomina lo stesso Matteo Sclafani conte di Adrano. A quest’ultimo di deve probabilmente, in occasione delle proprie nozze, la costruzione della cappella all’interno del dongione.

Nel secolo XVI o nel XVII alla parte basamentale del castello furono accostate quattro piccole e basse torri angolari che in qualche maniera richiamano quelle realizzate da Alfonso D’Aragona nella falsabraga del Maschio Angioino (Napoli). Originariamente isolate queste torrette furono unite nel secolo XVIII da quattro muri, quando il castello, perdute le funzioni militari e di residenza feudale, manteneva ancora quelle di carcere.

Di proprietà comunale, il castello è oggi sede del museo civico, con un’importante sezione archeologica.

 

 

Toscana: Fortezza da Basso (FI)

La fortezza di San Giovanni Battista o fortezza da Basso è un'opera di fortificazione alla moderna nelle mura di Firenze. Nata con il nome di Castello Alessandria, fu costruita da Pier Francesco da Viterbo e Antonio da Sangallo il Giovane tra il 1534 e il 1537 per ordine di Alessandro de' Medici. A maggio 1533 iniziarono gli scavi sovrintesi da Alessandro Vitelli e dall'architetto Pier Francesco da Viterbo. Il 15 luglio 1534 fu posta la prima pietra e nel dicembre dello stesso anno i lavori delle opere di fortificazione furono ultimati nella gran parte.

 

  

Trentino Alto Adige: Castello di Noarna (TR)

Visite guidate gratuite: sabato 11 maggio 2019 (10-16), possibilità di prenotare pranzo al Castello (Euro 22)

 

Programma culturale addizionale: 

9-11:15

Seminario sul tema:

DALL’OGGETTO AL CONTESTO: ASPETTI DI VITA QUOTIDIANA NEL MEDIOEVO TRENTINO

 

9:15-9:45

Trento nel medioevo: a proposito di storia urbanistica

prof. Emanuele Curzel, Università degli Studi di Trento

 

9:45-10:15

Reperti materiali provenienti dal castello di Ossana

dott.ssa Alessandra Degasperi, Archeologa Libero professionista

 

10:15-10:45

Primi dati sullo studio degli anelli della collezione Museo del Castello del Buonconsiglio

dott.ssa Maddalena Angelini, Tesi Università degli Studi di Trento

 

10:45-11:15

Moda medievale e oggetti di ornamento

dott. Marco Mattedi, Collaboratore Castello Buonconsiglio Museo e Collezioni Provinciali

 

11:30-12:30

Presentazione del Libro

Vivere nel Medioevo. Donne, uomini e soprattutto bambini, Bologna, il Mulino, 2017

prof.ssa Chiara Frugoni

Moderatore: prof. Emanuele Curzel

 

Situato su un rilievo collinare del Monte Stivo alla periferia nord del paese di Noarna, la fortificazione domina in posizione strategica il fondovalle. Originariamente in possesso della famiglia de Castro Novo, i cui membri si trovano citati nelle fonti di XII-XIII secolo, la sua prima menzione risale al 1234 quando, essendo protagonista nelle lotte tra il vescovo e il partito ghibellino in Val Lagarina, esso viene assediato ed espugnato. Il documento è particolarmente importante per l’attestazione dell’esistenza di una macchina da guerra eretta contro le forze vescovili: il trabuchum, che determinò l’ordine di distruzione del maniero. Non è chiaro, allo stato attuale delle ricerche, se ciò avvenne; il castello non dovette essere comunque totalmente smantellato dal momento che si ritrova citato più volte nei secoli successivi. Il complesso è molto articolato e copre una vasta superficie: perimetri difensivi e corpi di fabbrica si impostano, a quote diverse, seguendo il pendio del dosso sino a raggiungere il punto più elevato dove svetta il mastio. Esso risulta serrato entro una prima cinta, parzialmente obliterata dagli interventi successivi della metà del XV secolo che trasformarono le strutture esistenti nella monumentale residenza della famiglia Lodron. E’ attualmente di proprietà della famiglia Zani.

 

 

 

Umbria: Castello di Montecolognola (PG)

Visite guidate gratuite: Sabato 11 Maggio 2019 (10–12,30/15,30–17)

Montecolognola, posto a 400 m. s/m a picco sul lagoTrasimeno, è uno dei castelli più panoramici dell’intero territorio.  Il suo toponimo, derivato dai termini latini mons, monte, e piccola colonia (colonìola) cioè  stazione di colonii, fattoria, rimanda ad origini romane, comprovate anche  tracce di un sito di una villa romana che si trovano sul fianco occidentale del colle, ma, nella sua forma attuale, il castello nasce da un primo insediamento dei servi del grande ospedale gerosolimitano di San Giovanni di Pian del Carpine (ora Magione) che, negli anni ’50 del sec. XIII  avevano acquistato dal vescovo di Perugia il terreno sulla sommità del colle e vi avevano edificato un oratorio e delle abitazioni, sottraendosi così al giogo dei Cavalieri.  

Questa comunità continuò ad essere il centro politico e amministrativo della zona fino alla metà del secolo XVII, quando Magione riconquistò importanza e autonomia. La decadenza amministrativa determinò un blocco delle attività costruttive ed è per questo che Montecolognola mantiene quasi intatto l’assetto urbanistico medievale, con la cinta muraria a le porte d’ingresso, in pietra calcarea con inserti in cotto. Dal punto di vista architettonico, Montecolognola si presenta  come un castello di poggio a pianta ellissoidale ed impianto urbano  a schema rettangolare, con case e strade distribuite parallelamente all’asse principale. Di notevole imponenza e bellezza sono i cinque bastioni perimetrali e le due porte, una a Nord, detta Porta Nuova o Porta Fiorentina, e l’ingresso principale rivolto Sud, potentemente munito e con tracce di un ponte levatoio 

All’interno del paese è la parrocchiale di Santa Maria Annunziata, del XIV secolo che conserva all’interno affresco dell’Annunciazione a Maria e Adorazione dei Magi di scuola umbra del primo quarto del secolo XVI oltre ad un Paesaggio futurista (tempera su intonaco) di Gerardo Dottori realizzato, nel 1949, nella cappella di Santa Lucia.

 

Sabato 11 Maggio alle ore 16.00 il critico d'arte prof. Massimo Duranti terrà una conferenza, aperta al pubblico, nella chiesa del borgo di Montecolognola su "Dottori e la pittura murale a Montecolognola", finalizzata al restauro dell'affresco di Gerardo Dottori che si trova nella cappella di S. Lucia della stessa chiesa. 

  

 

Veneto: 

LE MURA DI VICENZA: dal Torrione di Porta Castello al Castello della Rocchetta

Le mura di Vicenza, cingono la città, condizionate dalla  particolare morfologia del terreno e dall’intreccio dei vari fiumi, che fanno assumere all’impianto urbano un articolato sviluppo planimetrico.

La opere fortificate hanno inizio dalle autorità ecclesiastiche e laiche ( secoli X-XII) perseguono in epoca comunale (1147-1236), sotto il dominio di Ezzelino ( 1236-1259) poi quello di Padova (1264-1311)e quindi degli scaligeri (1311-1387)  per poi proseguire nel XV secolo in epoca veneta. 

Torrione di Porta Castello,  Vicenza

Secondo quanto riportato dalle Croniche di Giambattista Paglierini, una volta insediatosi a Vicenza, Ezzelino da Romano avrebbe fatto edificare nel 1236 una torre, alta e robusta, a ridosso delle mura merlate poste a difesa dell'estremità occidentale del decumanus cittadino.

Più probabilmente, il “Tiranno” si limitò a fortificare ulteriormente un'antica casa torre confiscata.

 

Castello della Rocchetta,   Vicenza  

La costruzione del castello della Rocchetta si inserisce nel quadro di un articolato e organico  piano,  ideato  dagli Scaligeri (ormai al tramonto delle loro fortune), volto all'ampliamento e potenziamento delle difese della città di Vicenza, e attuato negli anni compresi tra il 1365 e gli inizi del nono decennio del 300'.

Il cronista Conforto da Costoza riporta la Rocchetta come iniziata nel 1381.

 

 

Dalle ultime pubblicazioni dell’Istituto Italiano Castelli (IIC)

 

Le parole del castello

Nomenclatura Castellana - seconda edizione

AA.VV., a cura di Luigi Maglio e Domenico Taddei - Giannini Editore/Istituto Italiano Castelli

ISBN 978-88-7431-911-4 

 

Il 103mo volume delle collane dell’IIC è - a oltre 40 anni dalla prima esplorazione del tema con un convegno di studi e a 15 anni da un primo volume sul tema - un thesaurus dei temi e del lessico architettonici attorno alle architetture difensive. Per arrivare ad un’armonizzazione europea dei temi e del lessico progettuale di questa specifica area del sapere progettuale.