Little Big Things: secoli di storia del profumo attraverso una collezione unica. Di flaconi

In Italia fino al 31 gennaio 2015, con multimedia e una sezione olfattiva

sezione: news

05-09-2014
categorie: Design, Corporate,

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Little Big Things: secoli di storia del profumo attraverso una collezione unica. Di flaconi

In Italia fino al 31 gennaio 2015, con multimedia e una sezione olfattiva

La silhouette di vetro un noto profumo da donna (un busto femminile) ha colpito molte consumatrici, me compresa, rimaste a lungo fedeli alla fragranza: eppure non è una novità, venendo la sua forma da un passato (neanche troppo lontano), gli anni ’30 e ancora prima la Belle Epoque.
Pochi sanno, inoltre, che prima i profumi (dal latino par fumum, “attraverso il fumo”) venivano bruciati (come gli incensi), spalmati in forma di polveri o addirittura aspersi attraverso essenze inserite in meravigliosi pendenti, veri e propri gioielli da allacciare al collo o alla cintura per spargere il proprio aroma preferito.

Varcando la soglia del rinnovato Palazzo Mocenigo a Venezia, si scopre un tesoro e si trovano molte risposte sull’evoluzione dell’arte profumiera.

Il portego del Museo ospita fino al prossimo 31 gennaio Little Big Things, una collezione di fantastiche ampolle ed altri tipi di aspersori che vengono da una vastissima collezione tedesca (Storp Collection). Come ci ha spiegato Marco Vidal, questa è solo una piccola parte di quel che vedremo della sterminata collezione (la sua società, la Mavive, ha contribuito generosamente a restaurare il Museo di Storia del Tessuto e del Costume Veneziano, aggiungendo l’ala dedicata al profumo: per questo ha vinto un premio Federculture).

A differenza di una mostra classica, Little Big Things è arricchita da percorsi multimediali, da un’illuminazione di grande impatto (creata da un pool avanzato, tutto italiano, Performance in Lighting) e avanzamento tecnologico (nessun bagliore, nessun riflesso per godere appieno della spettacolarità degli oltre 200 oggetti, tutti irripetibili e preziosissimi, esposti). E si compone, of course, di una visita “olfattiva”: divisa in 4 temi che raccontano la storia del profumo (Divino, Amore, Protezione, Identità), è arricchita per i primi tre da una serie di fragranze che si possono sentire e provare. Drom ha chiesto infatti a sette profumieri di creare fragranze ispirandosi ai flaconi in mostra.

 

Due sezioni sono particolarmente toccanti: Amore, che racconta la seduzione dal Settecento ai giorni nostri (e il Museo ha molti costumi delle epoche ritratte qui) e Identità, che racconta della incredibile Cave à Parfums (creatori di profumo da salotto), del rapporto moda/costume/profumo attraverso due personaggi, Paul Poiret e Elsa Schiapparelli.


La Collezione Storp è nata per volere di Dora Storp nel 1921: include circa 3000 pezzi rari, alcuni anche di 6000 anni fa. La piccola parte da oggi esposta nella pur vasta mostra veneziana è raramente uscita dai caveaux della Drom Fragrances (multinazionale del profumo invitata da Mavive a partecipare alla rinnovata vita culturale di Palazzo Mocenigo: capacità produttiva di 35.000 tonnellate annue, è di base in Germania).

Finora la collezione, valorizzata dagli eredi, è sempre stata un fatto privato (infatti era privato il museo della Drom che la custodisce, a Monaco di Baviera). Dal 2010 è a disposizione del pubblico di appassionati e sinora ha viaggiato per le mostre solo in due occasioni: a Parigi e New York.

Grazie al sodalizio con Mavive, Venezia – in diversi capitoli – la valorizzerà e la racconterà completamente, in allestimenti si spera fantastici come questo, negli anni a venire.