Benvenuti a Singapore: il paese dove è sempre estate

+3% di crescita annua del comparto design, 31 anni di fiera del settore fino al 16 marzo all'EXPO

sezione: news

14-03-2014
categorie: Design,

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Benvenuti a Singapore: il paese dove è sempre estate

+3% di crescita annua del comparto design, 31 anni di fiera del settore fino al 16 marzo all'EXPO

Nel giovane paese dove tutto è plug and play e dove è sempre estate, dove le mappe aggiornate a solo tre mesi prima sono già sorpassate perché nel frattempo è stata costruita una nuova linea metropolitana, la Downtown (ed altre ne verranno entro l’anno), l’industria dell’arredo ha registrato, nel 2013, una quota di mercato (globale) di $6,01 miliardi. Sono le parole del ministro per l’Industria ed il Commercio Mr Lim Hng Kiang che ha tagliato ieri il nastro della 31ma edizione della fiera organizzata dagli imprenditori del settore arredo e design (SFIC, Singapore Furniture Design Council) al Singapore EXPO, IFFS, International Furniture Fair (con ASEAN Furniture Show, The Décor How, e per la prima volta con Hospitality 360° ed una bella sezione di Singaplural, per la prima volta anche in fiera e non solo in città).
Oltre alle date della fiera del 2015 (che si terrà sempre a marzo, dal 13 al 16), tante sono le novità annunciate, che sottintendono un sistema paese ferrato ed efficace attorno all’industria creativa e dove il governo (dal 1959, anno di nascita del paese, qui vi è un solo partito, il People Action’s Party e un parlamento unicamerale. Da poco, un piccolo nucleo di oppositori) ha un approccio bottom up ai problemi del paese e ascolta (sono parole di Ernie Coh, presidente di SFIC, a margine di una conferenza stampa informale qualche ora dopo il taglio del nastro) le esigenze delle classi sociali e dei raggruppamenti imprenditoriali. La prima: siccome il quartiere fieristico potrebbe essere indisponibile nel 2016 (qui pensano giustamente in anticipo), gli oltre 60.000 metri quadrati necessari alle esposizioni potrebbero venire da una nuova infrastruttura (realizzata grazie al sostegno di due piattaforme di finanziamento, tra cui Spring Singapore che assiste anche i grant del DesignCouncil Singapore, un’agenzia governativa che ha creato il National Design Centre di cui parleremo diffusamente nel prossimo servizio da Singapore), l’International Furniture Park (a Sungei Kadut).

Un altro dato, sempre citato dal Ministro, va tenuto in debito conto per comprendere dove e di fronte a chi ci troviamo visitando questa fiera (fino al prossimo 16 marzo): entro il 2030, secondo un’indagine Morgan Stanley (Asian Affluence: The Emerging 21st Century Middle Class), le classi medie dei paesi oggetto di questo exhibit ( che nella prima edizione erano solo Singapore, Indonesia Malesia, Filippine e Tailandia: 31 anni dopo, oltre la Cina ed altri tigri asiatiche, contano altri 99 paesi di ogni continente) faranno registrare l’80% della crescita della domanda globale.
Se il governo di Singapore ha messo dei limiti all’immigrazione, ha però d’altra parte fornito aiuti alla produttività (oltre 17 milioni quelli donati l’anno scorso a circa 86 aziende che li hanno richiesti) per un’industria, quella dell’arredo, che cresce a una media del 3% annuo dal 2010 (sono dati di un’indagine condotta dall’SFIC).
Non ci sono solo aiuti alla produttività (“se chiediamo come categoria al governo di importare più manodopera, ce lo negherà: se tuttavia chiediamo programmi per ampliare la nostra produttività o riorganizzare un’azienda con criteri design oriented, non ci verrà negato”, sono ancora le parole di Ernie Coh, l’energico ed affabile CEO di SFIC che è tornato, grazie a una nostra domanda, sul rapporto agenzie governative/ruolo SFIC durante l’informale press de-brief avvenuto a metà giornata di ieri) ma anche assistenza all’internazionalizzazione, necessaria alle aziende locali per guardare ad altri mercati, nei paesi vicini ed oltre. Ad esempio, l’agenzia specializzata IE (dedicata all’internazionalizzazione) ha aiutato non poche ditte (alcune citate anche dal ministro in apertura di fiera) ad affrontare ri-localizzazioni o ad entrare in agguerrite economie vicine, come quella, florida, di Myanmar. Non si fermano certo qui gli aiuti di IE, che assiste anche SFIC per aiutare le aziende a partecipare alle fiere all’estero.

Mentre noi in Italia siamo in affanno nel chiedere come categoria produttori/venditori (figurarsi ottenere!) al Ministro competente un taglio dell’IVA o un bonus mobili, qui assicurano addirittura che le varie agenzie governative dedicate a supportare l’industria creativa in ogni aspetto non si pestano i piedi a vicenda. Ad esempio, Spring serve a finanziare le imprese creative ed in particolare quelle che adottano nuove strategie nel food, retail ed infocom design (da quest’anno i settori oggetto di grant). Ma lo fa attraverso un’agenzia governativa (Singapore Design Council) che oltre a ridisegnare la settimana del design (si sovrapponeva ad altre grandi fiere asiatiche, aggiunge Coh, per questo si è spostata a marzo insieme a IFFS e Singaplural) e a gestire il neonato National Design Centre, si occupa di formazione (terreno anche battuto dall’SFIC con un istituto interno). Tra le altre agenzia governative (oltre a Spring e IE), cruciale è JTC. Se quest’anno abbiamo M&O che sceglie, in tutta l’Asia, proprio Singapore come prima città in cui esportare il fortunato formato di fiera parigino (entrata nel paese grazie alla partnership con SFIC: secondo le parole di Coh, “molte categorie sarebbero preoccupate di ospitare M&O in concomitanza con la nostra fiera ma questo ancora una volta significa capire come ragioniamo e come facciamo business: in tre parole, siamo molto aperti”) l’anno prossimo sarà sempre Singapore ad ospitare l’Asia Hotel Design Award (organizzato da Sleeper). Questo accadrà durante la prossima fiera che sarà sempre dotata della nuova sezione dedicata all’hospitality e che, sempre secondo Coh, non vuole pestare i piedi ad una florida e storica altra fiera che avviene sempre al quartiere fieristico, sempre dedicata all’Hotel. Hospitality 360° si dedica più al furnishing e al tessile ed ai servizi per il booking mentre l’altra fiera alle forniture di catering ed al food&beveradge per l’ospitalità.


Chapeau Mr Coh
. Tutti i membri di SFIC sono anche gli industriali del paese, lavorano a livello onorario per l’associazione di categoria, in questi giorni passo molto tempo con loro e ho imparato a capirli profondamente. C’è molto da imparare dall’approccio al design di una giovanissima nazione che non si spaventa a confrontarsi con la vecchia e stanca Europa sul suo campo di battaglia principale, l’innovazione. Attenzione, già vince 1:0. Soprattutto per il sistema paese.

Cosa scoprire in fiera


Sei padiglioni, 418 aziende (la parte del leone ovviamente la fanno le design company di Singapore) e 33 paesi ospiti: per visitarla almeno un giorno intero, senza fermarsi neanche un attimo all’area dibattiti che offre dalle due alle quattro conferenze al giorno (più seminari e workshop). Oltre ad un “quartiere” asiatico nutrito che ospita anche nuove associazioni del design e i loro relativi giovani designer (ad esempio la Vietnam Design Association, che presenta tra l’altro il frutto del lavoro di 300 donne con la ngo Mekong Quilts e che si presenta nei talk di sabato pomeriggio), oltre al Green Pavilion e ad una ottima sezione di Singaplural in fiera, ci sono anche proposte culturali sorprendenti, come Tokyo Avant-Garde 90’s, una retrospettiva curata dal solito Yoichi Nakamuta, che raccoglie (padiglione 6, quello dedicato al design), la storia delle sue commissioni e produzioni di design alla soglia degli anni 90, quando il Giappone si aprì per la prima volta ai designer stranieri e gente come Newson, Hutten (in mostra la sua bella sedia bifida, Sexy Relaxy) ed altri come Young (in mostra anche due pezzi di Claudio Colucci) cominciarono ad andare lì. Nakamuta si è trasferito a Singapore da due anni: oltre ad essere il curatore di Singaplural, ha fondato industry+, una nuova venture che produce designer di Singapore e che ha beneficiato dei grant di Spring (una bella mostra dei primi progetti è in centro, al Design Centre, 111 Middle Road: da tenere d’occhio la giovane designer locale Olivia di cui parleremo in seguito).

D Space, sempre al padiglione 6 (che ospita tutta la sezione di Singaplural in fiera) raccoglie invece tutte le aziende locali che hanno un design centre interno.
Tra i designer più established di Singapore (tante le firme più giovani in fiera nella sezione Design Guns e oltre), merita una menzione George Soo, che ha anche un pedigree come interior designer avendo disegnato per le più importanti firm e compagnie aeree asiatiche. In mostra una sua panca da esterni prodotta dal suo brand/design company Fliq (gli altri divani e sedute in mostra sono prodotti e commercializzati da Extra, il più importante design mall del paese che si trova a Park Mall e che adesso ospita una sezione di grandi nomi del design internazionale, inclusi Foscarini ed altri, in collaborazione con M&O). Si tratta di One-Ton, il cui nome deriva da una storpiatura degli stranieri alla pronuncia dei Wanton, uno dei piatti tradizionali della cucina cinese. Pensata per esterni e con finitura tipo cemento (in realtà è legno color cemento) costa 1000 Singdollari. Non è un progetto nuovo (già mostrato al National Museum of Singapore) ma incarna la flessibilità e la genialità con cui i designer locali si rapportano alla tradizione.

 

Il padiglione 5 raccoglie le migliori proposte, locali ed internazionali, al di fuori del padiglione dedicato al design (il 6): spicca d-Bodhi (che abbiamo intervistato a proposito del Green Pavilion). Raymond Davids, un fioraio olandese, stanco del proprio lavoro, desidera cambiare vita. Decide di dedicarsi ad un'altra sua grande passione, l’arredo e decide di farlo con un’impronta sostenibile. Apre la sua azienda in Indonesia ma ben presto comincia ad avere difficoltà di ogni tipo: non si sente sicuro e decide di rilocalizzare a Singapore (questo accade nel 2007). Tra gli stand più belli e con le collezioni più illuminanti, è sicuramente la migliore proposta della fiera, sia per genius loci sia per design direction. Due dei suoi primi figli, ne ha sette da due mogli diverse, già lavorano con lui ed è entusiasta del clima industriale del paese.

Tanto spazio all’outdoor furniture. La Maiori Objects of Design poco distante da d_Bodhi, testa francese e cuore ad Hong Kong, si è rivolta all’expertise taiwanese dedicata al solare e presenta, in anteprima mondiale a IFFS, La Lampe Paris, la prima lampada (dedicata all’outdoor ma anche perfetta per indoor) totalmente alimentata con pannello solare incorporato. Cinque ore di autonomia alla massima potenza (ha tre diversi gradienti d’illuminazione) e quattro per ricaricarsi, viene venduta solo in rete (al prezzo di 329 euro tasse incluse) in 13 diversi colori di paralume (e due di asta): il packaging include sia una base per farla diventare da pavimento sia il sistema di sospensione per trasformarla da soffitto.

Ancora in corso di brevetto, la Excellent Co. di Hong Kong (Pad 8, 8c-62) presenta Ni, curioso ombrellone che è anche luce da giardino dato che le stecche incorporano, sotto e sopra, neon led con tre canali di illuminazione che di notte trasforma il parasole in una lampada da giardino (Ni è una sincope della parola either in spagnolo, significa infatti, sia ombrellone sia torcia). A luglio saranno pronti prezzi e condizioni di vendita e al momento non possono raccontare di più, ma pare che a fine mese sarà annunciato un importante riconoscimento per questo curioso e innovativo arredo. 2424 Led incorporati in 350 cm di superficie, Ni è il primo progetto di design interno di Excellent, che nata nel 1988 si occupa in realtà di commercializzare prodotti altrui. Con un sistema on/off di brevetto proprietario, ha una luce calda (e utilizzabile anche ad ombrellone chiuso) e un consumo pari a 3 lampade di 60W e la cosa più interessante (oltre alla decina di tessuti di serie per l’ombrellone) è che la luce è 2200K (calda) e genera poco calore quindi non danneggia il tessuto. E potrà essere acquistata in rete, come La Lampe, solo che soltanto a partire da fine anno.