All in green went my love riding, la prima mostra ospitata nel giardino veneziano di Lisa Hilton

12 artisti di tante nazionalità nati tra il 1984 e il 1995

sezione: news

08-04-2019
categorie: Design, Arte, Libri,

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All in green went my love riding, la prima mostra ospitata nel giardino veneziano di Lisa Hilton

12 artisti di tante nazionalità nati tra il 1984 e il 1995

All in green went my love riding è una collettiva d’arte in mostra al Giardino dello Zucchero, un nuovo spazio espositivo privato nel sestiere di Dorsoduro (Venezia) dove sono esposti i lavori di 12 artisti di diverse nazionalità nati dal 1985 al 1994. Creati a partire dalla ricerca del desiderio nelle sue multiformi manifestazioni, elaborano differenti esplorazioni materiche e concettuali.
 

Abitando la suggestione ed il sogno di una storia d’amore ambientata in un giardino veneziano, la mostra riflette sulla trasformazione ed il mascheramento. Pittura, scultura, installazione - dal tavolo da caffè  su cui sono sparpagliati mozziconi di sigaretta e bicchieri vuoti, al lustro della Ferrari bianca - gli artisti invitano ad esplorare un paradiso nascosto. Con lavori di Leo Arnold, Max Syed Tollan, Eliza Collin, Pietro Librizzi, Jean Feline, Tal Regev, Jaana Alakoski, Adam Glibbery, Aisha Christison, Jack Burton, Elinor Stanley, Timothy Lee Standring. E un testo di Lisa Hilton scrittrice inglese che ospita e sponsorizza la mostra nella sua nuova casa veneziana.


 

 

Biografie degli artisti
 

Elinor Stanley (1992) ha studiato alla The Glasgow School of Art, vive e lavora a Londra. Tra le sue recent mostre: FBA Futures, The Mall Galleries, The Annotated Reader, Cork Street Galleries, Wild View, Chisenhale Studios, Desire Lines, Light Eye Mind Gallery, Contemporary Exorcism, Whitstable Biennial, Strong Currents, Botany Bay. Nel 2016 ha ricevuto la borsa d studio HAL20 e la residenza al House for an Art Lover, Glasgow. Nel 2018 partecipa al Chisenhale Art place Into the Wild programme ed è un’associata del Open School East, Margate.
 

Max Syed-Tollan (1994) è un laureato alla The Glasgow School of Art. Vive a Londra e lavora con  i media del suono, della composizione e della performance. Tra gli ultimi (e futuri) progetti: Planctae (album, GLARC, 2019), Cafe Oto (performance, 2019), Song of Confusion (Open School East, Margate, Dicembre 2018), performance al Festival of New (Snape Maltings, Suffolk, Settembre 2018), Split Album con Bamya e Dr VZX Moist (auto-pubblicazione, 2018), performance dei nuovi lavori (Cafe Oto, London, Luglio 2017), Carillon (installazione, Glasgow Open House Festival, May 2017), The Fifth Season (album, GLARC, 2016). 
 

Pietro Librizzi si laurea al Goldsmiths College nel 2016, lavora con la pittura, il cinema e la musica. Vive a Petralia Soprana (Palermo) dove ha fondato un centro d’arte indipendente, casapiena microcentro. E’ apparso, nel 2018, a Sitting Amongst with Gaia Di Lorenzo al Jupiter Woods London, Archivio Illegibile, the rst exhibition at casapiena microcentro co-curated with Eliza Collin e Daniel Tebano; the lm Softman (2016) rappresentato alla 54ma Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro, Manifesta 12 con il 5x5x5 project Rover ed il Weekend of the Dead del Circuito Nomadica, Bologna. Nel marzo del 2019, Life Cycles al Light Eye Mind London. 
 

Eliza Collin è un’artista e designer che lavora tra Londra e la Sicilia. I suoi lavori rifiutano la iper-velocità della società consumistica post-capitalista e danno la precedenza a pratiche sostenibili e misurabili che imitano il lusso e usano il rifiuto per ricreare e discutere gli oggetti del desiderio. Tra le sue mostre recenti: With Kin, Melbury Abbas (Dorset), Archivio Illegibile, casapiena microcentro (Sicilia), Kalamos, Stallaini (Sicilia), Manifesta12: Rover, Palermo (Sicilia). Tra le prossime: Life Cycles, Light Eye Mind (London), Earth Day, Somerset House (London). 
 

Jaana-Kristiina Alakoski (1992) è un’artista finnico-svedese di stanza a Londra. La sua pratica si sviluppa a partire dalla performance come azione, in immagini ed installazioni. Si interessa alla performatività dell’interazione culturale - sia online sia offline, considerate due sfere inseparabili della socializzazione umana anche trenta anni dopo l’avvento di internet.

La performance come media nel suo lavoro è un mezzo per accedere e trattare la formazione del se’ e della vita interiore come se fosse connessa a un codificare e decodificare simbolico delle barriere, dei corpi, delle azioni dette, delle cose e dei materiali. In breve, una negoziazione di stati nell’essere politicamente, socialmente e fisicamente reali. Il suo lavoro, inoltre, opera come un’analisi del livello superficiale del quotidiano e dell’intra-culturale, generalmente accessibile - dall’appropriazione delle modalità popolari di veicolare un messaggio o via l’uso dei social network e dei software gratuiti per il telefono. Le sue recenti mostre includono Cute Places al Palfrey e co al Clearview, Londra. 
 

Leo Arnold (1993) vive e lavora a Londra. Tra le mostre più importanti; Art Cabinets, Stua, Madrid, Does Your Chewing Gum Lose Flavour
(On The Bedpost Overnight), J Hammond Projects, New Scottish Artists, DRAF, Londra, RSA New Contemporaries, The Mound - Royal Scottish Academy Galleries. E’ stato premiato con la De Ateliers Residency, 2018 – 2020.
 

Aisha Christison è un’artista inglese che adesso lavora a Bruxelles. Tra le mostre recenti: ‘Waterworlds and Liquid Fun’ alla Chalton Gallery, Londra (2019); ‘Giotto’s Room’ alla Von Goetz Art, Londra (2018); Something Else alla Triumph gallery, Mosca (2018); ‘Oh She Does like to be beside the Sheside’ alla Shelf Spanish City, Whitley Bay (2018) e ‘If You Can’t Stand The Heat’ con Roaming Projects a Londra (2018). Christison si è laureata al Chelsea College of Art nel 2012 e ha completato la residenza Florence Trust nel 2016. 
 

Jack Burton è un artista inglese che adesso lavora a Bruxelles. Tra le sue recenti mostre: They Live, Platform Southwark, Londra 2019, Bloomberg New Contemporaries, South London Gallery, Londra 2019, Set in Scene, Haus am Lutzowplatz, Berlino 2019, Emotional Paintings About Economics, Josh Lilley, Londra 2018, Chumming, The Pipe Factory, Glasgow (parte del GI Festival) 2018, Dead Heat, Kunstraum Ortloff, Leipzig 2017, Long Journey, Fever-Dream, Elika Gallery, Atene 2017, Royal Academy of Arts Schools Show 2017, Londra. 
 

Adam Glibbery (1991, Essex, UK) vive e lavora a Londra ed è co-fondatore del Photography Project Space (Post Post Script). Ha un MA in Fine Art al The Royal College of Art, 2017; un BA (Hons) in fotografia all’UAL, London Collage of Communication, 2013. Tra le recenti mostre: STP Group Show, Milk Gallery, New York; Fallen, Studio RCA, Londra, 2018; Inhale, Filet Space, Londra, 2018; The Reinvention of Love, Century Soho, Londra, 2018; Common Characters, Riad Biba, Marrakesh, 2017; RCA, Londra, 2017; Horizontal Smile, Hockney Gallery, Londra, 2017; Personal Space, Broadway Market, Londra, 2017; rue Saint-Nicolas, Paris, 2016; RAK MAD,
Bank Al-Maghrib, Marrakesh, 2016; Silverprint Gallery, nished, nearly nished Londra, 2015; Serpentine Galleries, 89+ Marathon, Londra, 2013; Saatchi Gallery, Screen, 2013. London College of Communication, BA Photography, 2013. Tra le pubblicazioni: The Plantation Journal 1, Sculptural Photography, 2013; The Photographic Ghost in Painting, 2016; The Plantation Journal 6, Sculptural Surface, 2017; Sight Unseen Publication, 2017. 
 

Tal Regev (1985) vive e lavora a Londra. Si è laureata al Goldsmiths University (Londra) e ha completato il suo master al Royal College of Art. Tra le sue mostre: Rituals and Rites, Artcore, Derby; Succumb, AMP Gallery, Londra; Carry on, Dyson Gallery, Royal College of Art, Londra; Birth Rites Bi-annual award, Media City, Manchester; Elegy, Guest Projects, Londra; Now & Future Japan, Gazelli Art House, Londra. Tra i premi ricevuti: British Women Artist Award (finalista) ARTAGON III, Hans Ulrich Obrist (Presidente), Catherine David (vice-direttore del Centre Pompidou, Parigi), Elizabeth Neilson (Direttrice della Zabludowicz Collection, Londra) curato da Keimis Henni & Anna Labouze | Birth Rites Bi-Annual Award (finalista)| IJAYA Finalist, Ben & Uri Gallery, The London Jewish Museum of Art | New Sensations, Saatchi Gallery and Channel 4 (finalista). Tra le prossime mostre: Futures of Love, Magasins généraux, Paris-Pantin, Francia ed All in green went my love riding, Calle Zucchero, Venezia.
 

Jean Feline (1989) è un artista francese che vive e lavora tra Marrakech e Londra. Coordinatore di Light Eye Mind (Londra)e di Mint Works (Marrakech), si è laureato al Chelsea College of Art e ha studiato alla the Cooper Union (New York). Tra le mostre recenti: All in green went my love riding, Calle Zucchero, Venezia, 2019; Housewarming, Light Eye Mind, Londra 2019; The Grass is Greener HERE, Londra 2018; Everything not saved will be lost, 48snk, Berlino 2018; Common Characters Mint Works, Marrakech 2017; Person- al Space 16 Broadway, Londra 2017; Group Show, Espace Forsale, Parigi 2016 e RakMad” Marrakech Biennale 5, Marocco. 
 

Timothy Lee Standring è un artista svizzero che vive e lavora a Londra. Si laurea in Fine Art al The Royal College of Art nel 2017e ottiene un BA (Hons) in fotografia all’UAL. 

 

 
 

All in green went my love riding 

Giardino dello Zucchero
Calle dello Zucchero, Dorsoduro 410, Venezia

9-18 maggio 2019 (ore 12-18)
11/05 - Open 12 - 6pm - opening ufficiale e aperitivo 6 - 8pm  (RSVP con noi)

18/05 - Open 12 - 6pm - Closing ceremony

A cura di Jean Feline, Elinor Stanley ed Adam Glibbery