Le fiere di design autunnali a Londra, Mosca e Tokyo

Oltre 700 eventi a Londra, 3 giorni di design italiano a Mosca e 100 mostre a Tokyo

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Le fiere di design autunnali a Londra, Mosca e Tokyo

Oltre 700 eventi a Londra, 3 giorni di design italiano a Mosca e 100 mostre a Tokyo

Le fiere di design autunnali sono, ormai, ai nastri di partenza. Oggi ve ne raccontiamo solo 3, sparse per tre luoghi culto per questa disciplina nel mondo.

 

Inizia Londra con il London Design Festival (dal 15 al 23 Settembre, con un prologo come leggerete dal 4), I Saloni Worlwide volano a Mosca dal 10 al 13 ottobre con Salone del Mobile.Milano Moscow (al Crocus Expo-2). E Tokyo riprende la sua maratona design con un nuovo formato, già in scena dal 2017, DesignArt Tokyo (19-28 Ottobre).

 

Il London Design Festival ha come da tradizione il suo epicentro al V&A dove quest’anno Michael Anastassiades presenta London Fountain Company (sarà anche in un giardino del Brompton Design District), una fontana pubblica con il chiaro  warning di limitare il consumo di bottiglie di plastica (la plastica è il materiale dell’anno di una delle fiere trade della maratona londinese: la London Design Fair). E un’installazione del fashion designer danese Henrik Vibskov (The Onion Farm) nella Tapestries Gallery. Sulla scia del Centenario della prima guerra mondiale, la notissima agenzia Pentagram presenta un ‘dazzling’ (camuffamento) della stanza 131A (parte della serie Dazzle Ship co-commissionata da 14-18 NOW e Liverpool Biennial). 

 

Arvo Pärt e Arup presentano “Memory & Light”, nella Norfolk House Music Room. Il compositore estone crea uno schermo curvo di Perspex e una panca (in pelle di Poltrona Frau) da dove ascoltare le sue composizioni, create per l’occasione, in un’atmosfera del pari modellata per il luogo (e per la musica composta). 

 

Ancora musica, stavolta in una camera ana-ecoica (Raw Space Chamber), ‘orchestrata’ da Beatie Wolfe che presenta 4 nuovi - e totalmente inediti - modi di ascoltare musica da diversi device e da oggetti.

 

Dal 2007 i Landmark Projects portano il design (e talvolta l’architettura) in spazi iconici di Londra. Quest’anno l’artista e designer Es Devlin crea un leone interattivo (Please feed The Lions) a Trafalgar square; Waugh Thistleton Architect (ancora con Arup ed altri partner) presenta un padiglione in legno - tutto da attraversare - nella Sackler Courtyard del V&A. A Broadgate, i disegnatori di font Kellenberger–White presentano sedie-alfabeto e  Scholten & Baijings creano un tea time permanente al piano terra di Fortnum& Mason a Piccadilly dove oltre 80 tipologie di servizio faranno compagnia ai visitatori che potranno navigare, ogni giorno del festival, tutte le tradizioni di servizio di tè al mondo.

 

Il designer più British che ci sia, Tom Dixon, apre il suo nuovo headquarter a King’s Cross (The Coal Office) ed è parte delle commissioni del festival con Electroanalogue, installazione che coinvolge tutti i sensi degli spettatori (gusto incluso, olfatto del pari) grazie alla collaborazione con artisti, musicisti e brand di beverage. 

 

11 sono i design district 2018 con 400 mostre (Bankside, Brompton, Clerkenwell, Fitzrovia, Marleybone, Mayfair, Regent’s Street & Saint James, Plimlico, il più celebre, forse, Shoreditch Design Triangle; Victoria Connections, West Kensington) e cinque le fiere commerciali (100%, DesignJunction, Decorex, Focus/18, London Design Fair nata dalle ‘ceneri’ di Tent). La London Design Biennale ritorna alla Somerset House con una durata più estesa (dal 4 al 23 settembre) con 40 diverse nazionalità partecipanti ed il tema Emotional States

 

Ritornano (avevano esordito nel 2017) i Design Trails. Non ancora veri e propri distretti, ne sono l’embrione, quest’anno in numero di 3: Brixton, Paddington, King’s Cross.

 

 

I Saloni Worldwide, vere e proprie trasferte del meglio del design italiano, vanno a Mosca grazie al supporto istituzionale di internazionalizzazione delle imprese (ICE) e ci portano anche il Satellite. 250 aziende italiane interessate a quel che resta (sempre tanto, sanzioni permettendo) della fame di luxury in Russia e nei paesi baltici con lo stesso motto coniato in Italia: Buon Design! Tutti i settori della classica fiera italiana di solito con alcune sezioni a cadenza biennale che qui arrivano in un menu compatto di soli 3 giorni: arredi, imbottiti, apparecchi per l’illuminazione, cucine, ufficio, complementi, arredo bagno e tessile. Senza dimenticare masterclass con designer (forse troppo) noti: Ferruccio Laviani (10 ottobre), Fabio Novembre (11 ottobre) e Mario Bellini (12 ottobre).

 

Tokyo e il design contemporaneo hanno una lunga strada d’affezione. Per 10 anni i Designers Saturday (dal 1986 al 1996) e poi la Tokyo Designers Week (dal 1997 al 2016) e DesignTide (2005-2012) o G-Tokyo si sono succeduti e alternati - o sviluppati parallelamente - alle fiere d’arte contemporanea (Art@Agnes, Art Fair Tokyo, 3331 Art Fair, Art in Park Hotel Tokyo quest’ultima ancora in corso). Perché non farli amalgamare per davvero in un solo, vastissimo, formato?

 

DesignArt Tokyo, dal 19 al 28 ottobre - si dedica specificamente all’Art Design (dal 2017: quest’anno il tema è l’emozione) dove brand e creativi individuali si cimentano sul be-spoke, sul pezzo unico e sulle serie limitate ad alto tasso sperimentale. Senza limitazione di generazione o nazionalità del designer ma con il chiaro intento di promuovere showcase di pezzi già pronti per il mercato, addirittura offrendo alcuni strumenti che facilitano gli acquisti per tutti, anche per chi è meno abbiente (grazie all’interior loan e ad altre forme di credito). Con il chiaro intento di rivitalizzare l’industria e la sfera creativa soprattutto giapponese: sono infatti previste forme di facilitazione per giovani designer giapponesi. In particolare un premio dedicato agli under-30 seleziona 5 nuovi artisti e designer che esibiscono (e vengono connessi) con luoghi di vendita e brand maggiori. Come orientarsi? Oltre ad un booklet in varie lingue (ed a una app che permette ai visitatori stranieri di navigare anche altre facilities nella città, accanto ai luoghi espositivi), anche audioguide in inglese e giapponese.

 

Le venue - così come il tipo di design o arte, incluso food e musica, selezionati - sono praticamente senza confini e sicuramente anche informali (non solo gallerie e negozi, ma bar, ristoranti e altri luoghi, ubicati nei quartieri di Omotesando / Gaienmae, Harajuku / Meijijingumae, Shibuya / Ebisu, Daikanyama / Nakameguro, e Roppongi / Hiroo: circa 100 spazi per raggiungere l’ambiziosa cifra di 70.000 visitatori). 

 

Ci saranno, tra gli altri, l’artista e designer (e scenografo) Pierre Charpin, Bethan Laura Wood, B&B Italia Tokyo, CONDE HOUSE, Johnny Chiu, Kolor, LOVELESS AOYAMA, SALIOT in collaboration with  ACOYA  PEARL by C&, Sou Fujimoto, YOY.